Corso post diploma in Pubblicità - Copywriting

Come imparare a scrivere per la Pubblicità e diventare Copywriter, una professione affascinante e poliedrica

Lavorare nel mondo della pubblicità significa essere capaci di far sognare, di far desiderare, di far volare le persone verso altri luoghi, altri mondi, altre dimensioni.

DURATA

2 ANNI
Il primo anno del Corso inizia a fine ottobre

FREQUENZA

Dal lunedì al venerdì,
6/8 ore al giorno

METODOLOGIA

Molto pratica.
Con progetti veri direttamente dalle Aziende e partecipazione a Concorsi di creatività Internazionali

STAGE E DIPLOMA

Stage finale e
diploma accreditato

Presentazione del Corso in Copywriting

PREMESSA

Quando noi lavoriamo con le parole abbiamo la possibilità di esplorare il mondo con uno strumento ai confini tra realtà e immaginario.

Quando noi sogniamo, in quante dimensioni penetriamo? Evochiamo ricordi, vediamo immagini. Da dove provengono?

Lavorare nel mondo della pubblicità significa essere capaci di far sognare, di far desiderare, di far volare le persone verso altri luoghi, altri mondi, altre dimensioni. Se l’Ariosto non avesse immaginato di andare sulla luna gli uomini avrebbero forse desiderato andarci? È il poeta per primo a immaginare un sogno di cui anche il mondo può invaghirsi. Tutti hanno sempre ammirato la luna ma l’Ariosto per primo parla di andare sulla luna e introduce nell’uomo l’idea della possibilità di arrivarci. Se lui non avesse narrato del cavaliere che compie questo viaggio fantastico, forse nessuno avrebbe voluto realmente intraprendere questa missione e forse sulla luna non ci saremmo mai arrivati. Ecco che il poeta crea l’oggetto del desiderio, la meraviglia della nostra umanità.

Ciò che apparentemente è irrealizzabile, impossibile, ingiustificabile, tutto d’un tratto diventa realtà. In termini strettamente biologici chi di noi è stato creato per poter volare? Da Icaro in poi nessuno è nato in grado di volare. Ma l’umanità vola oppure no? L’umanità vola, eccome se vola! E va anche sulla luna! I progressi della scienza spesso si originano nel sogno e nel tentativo di realizzarlo.

Scrivere per la Pubblicità, cioè fare il Copywriter, è una professione sconosciuta ai più. Già dal liceo, se si ama scrivere con quella spinta creativa che ci fa usare le parole e le metafore in modo diverso dal solito, si è indotti a orientarsi verso la facoltà di Lettere, senza sapere che ci sono altre possibilità, quelle che non rientrano nei paradigmi prefissati delle professioni note, un mondo dove la parola ha un senso altro, dove la metafora ha il potere di farci sognare e comunicare.

Un percorso molto coinvolgente sia per il numero di ore di impegno, sia per la fatica di doversi liberare di tutte le sovrastrutture razionali e far riemergere la possibilità dell’impossibilità, la trasgressione dai principi capisaldi della dialettica, il pensiero laterale, la rinuncia al principio di causa-effetto, il recupero dell’intuizione a fronte dell’uso esclusivo della ragione e, soprattutto, la non paura della trasgressione:

La pioggia può scendere da un cielo azzurro perché nei nostri sogni questo può accadere e, sempre nei nostri sogni, non ci meravigliamo delle incongruenze. Ma una pioggia che scende da un cielo azzurro può accendere la meraviglia in chi la vede all’improvviso ed è costretto a precipitare dalla realtà nel sogno e, nel “meraviglioso”, passa un messaggio che arriva al cuore facendo nascere il desiderio. Con parole, suoni e immagini.

Per la sua storia e la qualità della metodologia formativa il Corso ha ottenuto il Patrocinio dell’Art Directors Club Italiano.

Le competenze acquisite in questo Corso sono certificate dalla Regione Lombardia e sono in linea con i livelli UE nell’ambito del QUADRO EUROPEO DELLE QUALIFICHE PER L’APPRENDIMENTO PERMAMENTE (EQF)

Piano di studi

1° ANNO

Advertising TV | Art direction | Basic design | Copywriting | Creative concept | Digital media | Fondamenti di informatica | Fotografia 1 | Illustrator | InDesign | Marchio e immagine coordinata | Mind design 1 | Photoshop | Psicologia dei consumi | Scrittura creativa e racconto breve 1 | Storia del cinema | Storia dell’arte | Storia della pubblicità | Teoria del colore.

Laboratorio di creatività con gli art director e con i grafici.

2° ANNO

8 corsi di copywriting con 8 diversi Direttori Creativi | Blogging e giornalismo on line | Creativity | Digital creativity | Editing | Fondamenti di informatica | Fotografia | Health Care | Mind design | Musica per la comunicazione visiva | PED | Photoshop avanzato | Premiere | Production Process | Scrittura creativa e racconto breve | Sem & Seo | Social creative copywriting | Storia e cultura pubblicitaria | Storytelling | Strategic planning | Visiting professor workshop

Concorsi

Gli studenti partecipano, in coppia con gli art director, ai più importanti concorsi nazionali ed internazionali sotto la guida di Direttori Creativi italiani e inglesi:

ADCI Awards – Concorso dell’Art Directors Club italiano; The One Show College Competition : Concorso dell’Art Directors Club New York –The D&AD Student Awards: Concorso dell’Art Directors Club inglese – Spot School Award: Premio Internazionale del Mediterraneo – Giovani Leoni: Concorso della Roger Hatchuel Academy di Cannes – Future Lions.
Inoltre ogni anno gli studenti partecipano ai Concorsi più prestigiosi indetti da Aziende ed Enti.

Lavori veri

Gli studenti realizzano, in coppia con gli art director, sotto la guida di Direttori Creativi campagne pubblicitarie reali su briefing commissionati da Aziende ed Enti non profit.

 

Selezione, rette e agevolazioni

Selezioni
Per iscriversi al Corso è necessario fissare un primo appuntamento per un colloquio di reciproca conoscenza e di informazione su Accademia, sul Corso, sulla figura professionale scelta e sul contesto in cui lavora, sulla metodologia degli stage. Per verificare le attitudini creative del candidato, viene consegnato il materiale per una prova da svolgere a casa. In seguito, sarà necessario fissare un secondo incontro per la valutazione del lavoro e delle potenzialità creative.

AGEVOLAZIONI
Per facilitare i giovani appartenenti a famiglie meno abbienti la retta di frequenza è ridotta in relazione al reddito familiare.
Ai fini dell’iscrizione all’Anno Accademico 2019-2020 le agevolazioni sono:

Reddito familiare (in euro)Retta annuale
1. Fino a 23.000,004.800,00
2. da 23.000,00 a 30.000,005.300,00
3. da 30.000,00 a 45.000,006.800,00
4. da 45.000,00 a 55.000,008.500,00
5. da 55.000,00 a 70.000,0011.500,00
6. oltre 70.000,0013.000,00

Iscrizioni
Le iscrizioni devono essere regolarizzate con la compilazione della domanda di iscrizione e relativi allegati, compresa la sottoscrizione del Regolamento Generale; la presentazione dei documenti comprovanti il reddito; il versamento della tassa d’iscrizione.

Rette per il secondo anno
Le rette del secondo anno, per tutte le fasce di reddito, si incrementeranno in percentuale secondo l’aumento dell’indice ISTAT.

Come usufruire delle agevolazioni per l’Anno Accademico 2019-2020

  1. La retta annuale è determinata in base al valore ISE che si trova all’interno dell’attestazione ISEE dell’anno 2018.
  2. L’obbligo di presentazione del documento ISE non sussiste per gli appartenenti alla 6^ fascia.
  3. La mancata presentazione del documento comprovante il reddito determinerà l’attribuzione della fascia n.6.
  4. Lo studente che dichiara di vivere per proprio conto deve comunque fare riferimento ai redditi della famiglia di provenienza.
  5. Nel caso di genitori divorziati o separati è richiesta la presentazione delle dichiarazioni di entrambi i genitori e verrà attribuita la fascia di reddito corrispondente al cumulo dei due redditi, salvo diverse disposizioni espresse nella sentenza di separazione/divorzio.

I Docenti del Corso

Alfredo Alfano – Responsabile tecnologia di Fondazione Accademia di Comunicazione
Valentina Amenta – Direttore Creativo Associato DLV BBDO
Nicolò Augelli – Social Media Director DDB Group Italy
Diego Bianchi – Esperto di storia dell’Arte
Marco Cadioli – New Media Artist and teacher
Gabriele Caeti – Executive Creative Director DDB Group Italy
Davide Calluori – Founder and Digital Artist B612 Studio
Luca Campagnoli – Graphic Designer
Jason Cascarina – Deputy ECD Proximity London
Giuseppe Colangelo – Giornalista esperto di Cinema
Dario Colbacchini – Web Designer
Stefano Colombo – Founder Blacklab
Isabella Conticello – Graphic Designer
Lorenzo Crespi – Direttore Creativo Esecutivo Leo Burnett
Stefano Cucinotta – Creative Supervisor We Are Social
Francesco Emiliani – Direttore Creativo
Luigi Fattore – Direttore Creativo Havas Worldwide
Davide Fiori – Direttore Creativo Associato DLV BBDO
Pasquale Frezza – Creative Director Serviceplan Group
Claudio Gabbiani – Consulente di produzione e post-produzione audio e video
Paolo Gioia – SEO Manager Triboo Digitale
Matteo Grandese – Creative Director M&C SAATCHI
Nicola Lampugnani – Brand & Creative Senior Director Discovery Networks International
Lia Luzzatto – Giornalista Pubblicista e Ricercatrice
Giuseppe Mastromatteo – Chief Creative Officer Ogilvy Italia
Antonio Mele – Freelance Creative Director
Massimo Moretti – Scrittore, Copywriter
Michele Morganti – Communication Manager Exploring Outdoor
Dave Morris – Direttore Creativo inglese
Till Neuburg – Communication Strategist
Sara Nissoli – Senior Copywriter A-Tono
Mirco Pagano – Direttore Creativo TBWA\Italia e Integer Group
Moreno Pisto – Brand and Content Manager Automoto.it e Moto.it
Francesco Poletti – Executive Creative Director Y&R
Aldo Pugnetti – Direttore Creativo The Optimist
Eugenia Raimondo – Art Director Senior The Van Group
Maurizio Ratti – Direttore Creativo Enfants Terribles
Antonio Rossetti – Technical Manager pre – printing & printing
Raffaella Scarpetti – Head of tv Prodigious Worldwide
Michelangelo Tagliaferri – Sociologo, Fondatore Fondazione Accademia di Comunicazione
Sergio Tornaghi – Fotografo
Manolo Trebaiocchi – Senior Editor We Are Social
Gianpietro Vinti – Consulente di Comunicazione
Nicoletta Zanterino – Creative Director Leo Burnett

Informazioni pratiche

Riconoscimento

Fondazione Accademia di Comunicazione è Istituzione accreditata di formazione professionale permanente ex Legge Regionale 6 agosto 2007 n. 19. I Corsi rilasciano attestato di competenza con valore pubblico che certifica l’idoneità professionale in coerenza con le direttive e i regolamenti comunitari della UE.

Anno Accademico

Il primo anno di Corso inizia a fine ottobre e termina a giugno. Il secondo anno inizia ai primi di ottobre e termina tra la fine di aprile e i primi di maggio, con l’inizio degli stage.

Titoli richiesti

Per il Corso post diploma è necessario il diploma di scuola media superiore.

Frequenza

La frequenza è obbligatoria, a tempo pieno, cinque giorni alla settimana.

Iscrizione e selezione

Per iscriversi al Corso post diploma in Copywriting è necessario fissare un appuntamento per un colloquio di informazione, di verifica delle motivazioni e di approfondimento sulla figura professionale scelta. Inoltre viene assegnata l’elaborazione di un lavoro di scrittura per la verifica delle attitudini.

Docenti

Tutti i docenti sono professionisti della Comunicazione, Direttori Creativi, Copywriter, Scrittori, Esperti di SEO, Esperti di Montaggio Audio e Video dal prestigio riconosciuto sia in Italia che in Europa.

Durata del Corso ed esami

Il Corso post diploma in Copywriting è di durata biennale. Ogni Anno Accademico è diviso in due semestri: al termine di ogni semestre vengono effettuate delle prove di livello che tendono a verificare lo stato di conoscenze e tecniche acquisite dagli studenti e sono elaborati progetti specifici, che consentono di verificare la capacità di applicare conoscenze e tecniche al lavoro di tipo professionale.

Il secondo anno prevede una verifica per le discipline professionali istituzionali effettuata dai docenti e la presentazione di lavori veri realizzati per le Aziende, valutati dalle Aziende stesse.

Al termine del Corso di specializzazione professionale riconosciuto si svolgono gli esami e viene rilasciato un attestato di competenza.

Metodologia formativa

Il primo anno del Corso post diploma è di carattere propedeutico: vengono date le basi di conoscenza necessarie per la professione e si fornisce l’impianto culturale di Comunicazione misurato sulle singole realtà professionali; nel secondo, mentre si procede con l’approfondimento nella Comunicazione, vengono trasferite le conoscenze, le tecniche e gli strumenti di carattere professionale.
Dall’inizio del secondo anno gli studenti imparano a lavorare su problematiche concrete sia nell’ambito dei Concorsi di creatività sia su lavori reali, confrontandosi con le Aziende, gli Enti Pubblici e le Associazioni senza fine di lucro.

Concorsi

Gli studenti di Accademia di Comunicazione partecipano costantemente a Concorsi nazionali ed internazionali, scelti naturalmente tra i più prestigiosi.

Stage

Alla fine del percorso formativo Accademia di Comunicazione organizza presso Agenzie, Aziende, Associazioni degli stage durante i quali gli studenti svolgono la loro prima esperienza di lavoro da poter inserire nel proprio curriculum.
Accademia di Comunicazione, infine, si assume tutto l’onere delle assicurazioni necessarie per legge.

Patrocinio Art Directors Club Italiano

Per la sua storia e la qualità della metodologia formativa il Corso in Pubblicità – Art Direction ha ottenuto il Patrocinio dell’Art Directors Club Italiano.

Inserimento nel mondo del lavoro

Accademia di Comunicazione, sin dal primo anno, ha avuto il 100% dei suoi allievi inseriti nel mondo del lavoro, tutti chiamati a svolgere la professione per la quale si sono preparati.

Metodologia del placement

Accademia non abbandona mai i suoi studenti, neppure dopo gli stage: cerca di essere per loro, nel tempo, un preciso punto di riferimento per consigliarli nelle scelte professionali, offrendo la possibilità di formazione continua e trasferendogli, anche nel tempo, le occasioni di lavoro che alla scuola vengono proposte.

Gli stage dopo il corso

Gli stage, previsti alla fine di ogni Corso, sono da considerarsi innanzitutto come un periodo di perfezionamento della propria formazione e in secondo luogo come una possibile occasione di lavoro futuro. Per questi due motivi lo stage non viene deciso automaticamente d’ufficio, sulla base di convenzioni preesistenti con numero prestabilito di Aziende, ma presuppone che avvenga ogni anno una specifica e precisa richiesta da parte dell’Azienda rispetto alla quale gli studenti vengono preselezionati dall’Accademia, inviati al colloquio di selezione e selezionati dalla stessa Azienda.

Non è quindi soltanto il curriculum e la garanzia che l’Accademia dà all’Azienda, ma ciò che il singolo studente durante il colloquio sarà in grado di dimostrare relativamente alle proprie capacità e al modo di presentarsi, che determineranno la scelta dell’Azienda stessa.

L’impegno da parte di Accademia sull’organizzazione degli stage “ad personam” che ogni anno si rinnova senza mai cedere ad automatismi di convenzioni fisse, è rivolto a cercare di favorire al massimo la possibilità che alla fine dello stage lo studente sia confermato con un contratto.

Dopo il Corso in Copywriting potrai lavorare come:

Badate al senso, e le parole andranno a posto per conto proprio. (Lewis Carroll, Alice in Wonderland)

Il Copywriter è l’autore dei testi pubblicitari.
Dall’headline (la frase a effetto che apre la pagina pubblicitaria con il compito di catturare l’attenzione del lettore e sedurlo) alla bodycopy (il testo esplicativo in cui il prodotto viene descritto), al pay-off (la frase conclusiva spesso accoppiata al marchio del prodotto in modo da ribadirne il posizionamento strategico da occupare nella mente dei consumatori), dal testo del comunicato radiofonico (script) e dello spot televisivo (sceneggiatura) al nome del prodotto, tutto questo rientra nei suoi compiti. Si occupa inoltre della redazione di testi per pubbliredazionali, cataloghi, brochure e newsletter aziendali, depliant, siti web e blog aziendali (web writing).

Il Copywriter deve possedere una grande capacità di sintesi e di invenzione verbale, ed essere in grado di giocare con concetti e parole, per tradurre in forma originale e coerente con l’immagine la promessa pubblicitaria.

Questo professionista conosce quindi il valore simbolico del linguaggio e sa applicare indifferentemente stili diversi di scrittura, in relazione al messaggio da comunicare, alle esigenze del target (il pubblico a cui ci si rivolge) e dei media da utilizzare. È auspicabile, questo è ovvio, che elabori un suo stile personale.

Con l’affermarsi della comunicazione digitale, oltre alle competenze tradizionali, il Copywriter deve possedere competenze nell’ambito del SEO (search engine optimization) e dell’Inbound marketing, per offrire al target di riferimento contenuti interessanti e utili per conquistarlo.

Sbocchi professionali

  • Nelle Web Agency come Web writing e Content ManagerProducer in Casa di Produzioni
  • Nel reparto pubblicità interno alle Aziende (House Agency)Web Content Writer
  • Nelle Agenzie di Pubbliche RelazioniSEO Specialist
  • Nelle Agenzie di Comunicazione Integrata (Direct Marketing o Relationship Marketing)Community Manager
  • Free lance: come libero professionista collabora con Agenzie Pubblicitarie o Aziende, su progetti specifici.

Il Producer è un coordinatore di professionisti e di servizi tecnici per la produzione di messaggi audiovisivi in campo pubblicitario.
Una volta realizzata nel reparto creativo dell’ Agenzia la parte creativa della campagna ed identificati i mezzi di diffusione (pianificazione media), viene coinvolto il Producer che definisce la parte economica, organizzativa e tecnica per la realizzazione di telecomunicati, di radiocomunicati, della programmazione nelle sale cinematografiche, di audiovisivi fieristici o istituzionali.
Il Producer discute con i creativi e con il cliente le scelte professionali (registi e case di produzione da interpellare); poi comunica con un briefing verbale o scritto alle case di produzione i dati necessari per ottenere un preventivo dettagliato, una timetable (scadenzario) e delle proposte tecniche.
Dopo aver raccolto i preventivi, il Producer vaglia con i creativi, gli account executives e con il cliente i costi, il prestigio, l’affidabilità, gli showreels ed i curricula delle case di produzione e dei registi interpellati – tutti elementi decisivi per la scelta definitiva nella quale il producer ha un peso determinante.
Successivamente il Producer controlla, insieme alla casa di produzione, una prima fase preparatoria: selezione degli attori e modelli (casting), definizione delle scenografie e dei luoghi dove girare(location), approfondimento degli aspetti legali e di censura con gli Enti preposti (Sacis); a questo punto il Producer organizza il P.P.M. (Preproduction Meeting) una riunione chiave durante la quale tutti i professionisti coinvolti (creativi, accounts, cliente, regista, casa di produzione) analizzano e controllano per l’ultima volta tutti i dettagli delle riprese e della postproduction (montaggio e sonorizzazione).
Durante le riprese (shooting) il Producer vigila sul rigoroso rispetto delle decisioni prese durante il P.P.M. Durante la postproduction il Producer supervisiona il montaggio, la composizione della musica, gli effetti sonori, lo speakeraggio, il mix e tutte le lavorazioni elettroniche necessarie alla finalizzazione dell’audiovisivo pronto per la messa in onda.

Una volta ottenuta l’approvazione del cliente, il producer controlla la qualità tecnica del materiale e la puntualità nella consegna alle emittenti televisive, radiofoniche e ai circuiti cinematografici, controlla le fatture dei fornitori e professionisti coinvolti e inserisce il lavoro appena realizzato nel proprio archivio.

La specializzazione nella professione di Producer richiede una formazione di base in:
Account Management –Copywriting – Art Direction

Sbocchi professionali

  • Nelle agenzie di pubblicità
  •  Negli uffici di comunicazione delle grandi aziende con propri organici per la comunicazione pubblicitaria e istituzionale
  •  Nelle emittenti televisive (networks e locali) che producono in proprio programmi e seriarls
  •  Nelle case di produzione per telecomunicati e radiocomunicati (in queste strutture il Producer assume una posizione ancora più vicina alle fasi operative in quanto coordinatore diretto della produzione).

È il professionista cui si richiede di scrivere in modo chiaro, efficace e contemporaneamente avvincente, i contenuti di un sito: articoli, descrizione di servizi/prodotti, copy promozionali, pubblicità on line, e-newsletter, campagne di e-mail marketing, testi per blog e podcast. Senza contenuti di buona qualità, ben studiati, organizzati e interessanti molti siti perdono in efficacia e non riescono a coinvolgere i visitatori e a fidelizzarli. Di conseguenza, questi siti perdono il posizionamento nei motori di ricerca e sono destinati a morire. Il lavoro e l’esperienza di un professionista della scrittura su web è quindi fondamentale non solo per tutelare la “salute” del sito, ma per garantirne l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi e il posizionamento nei motori di ricerca. Il Web Content Writer deve essere quindi in grado di scrivere con precisione contenuti interessanti e funzionali, adeguati al target, utilizzando grammatica e fraseggio in maniera corretta per trasmettere il messaggio o la “call to action” che si desidera, nello stile appropriato e inserendo parole chiave che attraggano e trattengano gli utenti su un sito web, con lo scopo di trasformarli in clienti. Le competenze del Web Content Writer non sono richieste soltanto nella fase di realizzazione di un sito. L’inserimento nel sito di nuovi contenuti che lo nutrano e supportino le attività di SEO (Search Engine Optimization) deve essere infatti preoccupazione costante per incrementarne la visibilità on line.

Sbocchi professionali

  • Aziende
  •  Agenzie di Comunicazione integrata
  •  Agenzie di Pubblicità
  •  Concessionarie di Pubblicità
  •  Centri Media
  •  Istituti di Ricerca

È il professionista responsabile di tutti i contenuti  >  sia testuali che grafici   pubblicati sul web. A lui è affidata l’individuazione delle fonti necessarie per alimentare le diverse sezioni del sito e la scelta della linea editoriale: Il Web Content Manager definisce le strategie di impostazione dei contenuti e ne garantisce l’aggiornamento, prende decisioni in merito alla gestione delle community, dei blog e di tutte le azioni strategiche finalizzate alla messa on line di un progetto, curando l’organizzazione delle informazioni in funzione dei percorsi di navigazione previsti per il sito o per il portale. Inoltre, considerato che la gestione dei contenuti sul web è un processo multidisciplinare e complesso, supervisiona tutte le risorse digitali: content writer o content editor, web designer e content designer, information architect, ecc.

Partendo dal presupposto che il contenuto di un sito è un prodotto e che, come tale, la sua creazione prevede diverse fasi di produzione, il Web Content Manager deve inoltre saper far fronte in maniera impeccabile:

  •  Alla ricerca dei contenuti
  • All’organizzazione dei contenuti
  • Alla soddisfazione dell’utente

Per un Web Content Manager è inoltre fondamentale, oltre alle competenze nella produzione e gestione di pagine web, saper monitorare e governare gli elementi di feedback del sito tra cui le statistiche, fondamentale strumento per la valutazione delle attività di web marketing, e le e-mail degli utenti in risposta alla ‘call to action’, molto utili per comprendere se si è stati in grado di soddisfare le aspettative del target.

Il web Content Manager ha quindi una professionalità a 360 gradi, perché    oltre alle competenze specifiche del web    possiede le skills proprie di un manager esperto di strategie, di organizzazione e di comunicazione.

Sbocchi professionali

  • Aziende
  •  Agenzie di Comunicazione integrata
  •  Agenzie di Pubblicità
  •  Concessionarie di Pubblicità
  •  Centri Media
  •  Istituti di Ricerca

È il professionista responsabile delle strategie e delle tattiche di search engine optimization (SEO) per ottimizzare la visibilità on line, partendo dall’architettura di un sito, dalle sue singole pagine e dai contenuti che lo compongono e lavorando sugli elementi di indicizzazione adottati dai motori di ricerca.

L’obiettivo del suo lavoro è quindi quello di dare la massima visibilità al sito web di cui ne cura l’ottimizzazione, affinchè riceva visite da chi è davvero interessato ai contenuti e affinchè il sito possa davvero essere lo strumento utile alla realizzazione degli obiettivi aziendali.
I contenuti di un sito, adeguatamente indicizzati e apprezzati, saranno infatti in grado di ottimizzare la loro posizione nei risultati di ricerca. Sempre più utenti usano i motori di ricerca per reperire informazioni sulle aziende e sui prodotti di loro interesse, pertanto l’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca (SEO) è senza ombra di dubbio il primo passo per ottenere un buon posizionamento e farsi trovare dai navigatori del Web.

Il SEO Specialist non si limita però all’inserimento di parole chiave all’interno di una pagina web, ma deve possedere competenze di comunicazione e di marketing. Inoltre l’attività di SEO necessita di tempo, di studio e di capacità strategica oltre che di costanza nel monitoraggio e nelle azioni per poter garantire sui motori di ricerca risultati concreti nel medio e nel lungo periodo.

Sbocchi professionali

  • Aziende
  •  Agenzie di Comunicazione integrata
  •  Agenzie di Pubblicità
  •  Concessionarie di Pubblicità
  •  Centri Media
  •  Istituti di Ricerca

Il cambiamento nel mondo della comunicazione introdotto dall’uso dei social network rende indispensabile per ogni azienda la presenza online su diversi canali, con diversi strumenti, in relazione a target diversi. Ogni brand deve comunicare al meglio i propri valori ai diversi pubblici, per preservare la propria credibilità e tutelare la propria immagine e la propria identità.
In questo scenario il Digital Pr, un professionista con ottime capacità di comunicazione e di empatia, ha oggi un ruolo cruciale nella comunicazione on e off-line.

È il responsabile della comunicazione sui social media, blog e forum che gestisce, come fosse in una cabina di regia, in maniera sistematica e pianificata, per garantire una presenza e un presidio costante, coordinando tutte le azioni in funzione di un chiaro obiettivo finale: far parlare dell’azienda online!

L’esperto di Relazioni Pubbliche Digitali, con azioni incisive di visibilità online, compresi eventi sia in rete che offline, viaggiando alla velocità della rete, connettendosi e connettendo milioni di interlocutori attraverso vari profili social e progetti on/offline, deve stabilire rapporti di conversazione, storytelling, offrire opportunità di esperienze positive e condividere esperienze con tutti coloro che gravitano attorno al mondo valoriale del brand: non necessariamente opinion leader e stakeholder, ma anche solo semplici persone in grado di comunicare la brand value ad altre persone.

Sono proprio le persone, quelle apparentemente comuni, che oggi diventano “influencer”, sono in grado di generare passaparola in rete con un amplificato effetto virale e che determinano il nuovo modo di fare relazioni pubbliche, le nuove forme di conversazione e, di conseguenza, il nuovo modo di comunicarsi dei brand.
Il professionista delle Digital PR deve essere in grado di moderare le conversazioni, comunicare con i clienti, rispondere alle domande e risolvere problemi di customer service, trasformando le comunicazioni dei consumatori in una risorsa che dà valore aggiunto all’azienda. Le caratteristiche dei nuovi media richiedono prontezza e tempestività nelle risposte, coerenti e credibili, e nelle azioni di un Digital Pr che non può correre il rischio di farsi trovare impreparato. Certo non è possibile pianificare anche la più remota crisi sui media digitali o sui social network, ma prepararsi al social media crisis management, curando preventivamente le dichiarazioni pubbliche da rilasciare in ogni possibile caso, è fondamentale per un Digital PR, al fine di tutelare la brand reputation.

Ecco perché il Digital PR è il professionista che non solo cura i rapporti del brand con i vari stakeholder attraverso il monitoraggio e la gestione di forum, blog, social network, ma è colui che “ascolta la rete”, analizzando il “sentiment” dei consumatori sui prodotti, sui servizi e sui prodotti della concorrenza, monitorando i siti di news, realizzando report di controllo e analizzando i dati per poter poi definire un piano d’intervento razionale con gli obiettivi preposti.

Sbocchi professionali

  • Aziende
  •  Agenzie di Comunicazione integrata
  •  Agenzie di Pubblicità
  •  Concessionarie di Pubblicità
  •  Centri Media
  •  Istituti di Ricerca

La brand reputation è l’attività di costruzione e gestione della reputazione di un marchio e/o di un’azienda online che deve risultare quanto più positiva possibile agli occhi del consumatore.
In un mercato come quello attuale dove gli utenti del web sono sempre influenti, generando tra di loro il passaparola, dove internet -fonte principale per cercare informazioni su prodotti e servizi- rappresenta uno dei fattori chiave per la scelta finale di consumo dei prospect e dei clienti già acquisiti, la brand reputation diventa una eccezionale leva di marketing. Ecco perché lavorare sulla sua costruzione e sul suo mantenimento è un investimento indispensabile per un’azienda.
L’attività di gestione della reputazione aziendale non può essere improvvisata, ma deve essere affidata a professionisti che, con i migliori strumenti di analisi e di monitoraggio della situazione aziendale, del mercato e della concorrenza, possano individuare e implementare le migliori strategie operative da mettere in campo.

Il lavoro del Brand Reputation Specialist può essere sintetizzata nelle seguenti attività:
  • Monitoraggio: studia l’ambiente (Internet, social media, ecc..) e le sue regole;
  • Condivisione: mette a disposizione degli utenti le informazioni (corporate, di prodotto, ecc..) per consentire loro di manipolarle;
  • Partecipazione: non solo rende disponibili le informazioni dell’azienda rendendole social media friendly, ma partecipa attivamente alle conversazioni che riguardano l’azienda e il brand attraverso il blog aziendale, una pagina sui social network, creando occasioni di dialogo.

Il Brand Reputation Specialist deve conoscere le nuove tecnologie e il web, in particolar modo gli spazi virtuali dove gli utenti si relazionano (forum, blog, chat, social networks) e le dinamiche sociali che in essa si sviluppano che sono essenziali per gestire informazioni, relazioni ed eventuali conflitti. Altrettanto importanti sono la conoscenza approfondita del brand, del target a cui il prodotto/servizio si rivolge e le strategie comunicative e di marketing che lo presentano e promuovono.
Non possono mancare spiccate competenze comunicative e relazionali.

Sbocchi professionali

  • Aziende
  •  Agenzie di Comunicazione integrata
  •  Agenzie di Pubblicità
  •  Concessionarie di Pubblicità
  •  Centri Media
  •  Istituti di Ricerca

Il Community Manager è il volto di un’azienda, l’esperto cui è affidata la gestione della comunicazione e delle Pubbliche Relazioni online, dei social media, degli eventi e la creazione di contenuti.
È il professionista che gestisce le comunità virtuali intervenendo in tempo reale sulle varie piattaforme digitali attraverso gli strumenti di comunicazione interattiva con gli utenti per favorire il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei membri della community. Propone temi di discussione, interviene direttamente nei dibattiti e li mantiene nell’ambito di un argomento prestabilito.
Agisce in stretta collaborazione con l’area marketing, con il compito di fidelizzare gli utenti abituali e di aumentare il volume di traffico sul sito attirando la presenza di nuovi visitatori.
Il Community Manager è impegnato su diversi social media (blog, forum, Facebook, Twitter, ecc.) e in diverse attività compresa la costruzione e il mantenimento della brand identity e della brand reputation, la gestione del social media crisis, la progettazione e lo sviluppo, il servizio clienti, il supporto tecnico e di marketing.

Anche se la quotidianità del suo lavoro è molto variabile, le sue responsabilità sono:

  • Creazione di contenuti per i blog e per i social media in genere, di newsletter e di materiali di comunicazione
  • Social media marketing – creazione, gestione e sviluppo della presenza dell’azienda on line attraverso i blog, Twitter, Facebook, e altri strumenti social strategicamente rilevanti
  • Relazioni Pubbliche, quindi la gestione delle richieste dei media e lo sviluppo dei rapporti con la stampa del settore, l’ideazione e lo sviluppo di campagne mediatiche e la misurazione dei risultati
  • Rapporti con i clienti – il Community Manager è spesso responsabile del supporto ai clienti – risponde alle domande che arrivano via e-mail, su Twitter, Facebook…)
  • Creazione di strategie di marketing/comunicazione on line
  •  Analytics – utilizzo di Google Analytics e altri strumenti di misurazione delle relazioni e ricerca di elementi di miglioramento attraverso test e nuove iniziative
  •  Sviluppo del business e delle vendite, a seconda dell’esperienza

Il Community Manager ha ottime capacità di trasmettere al pubblico informazioni in modo comprensibile ed efficace ed è un grande comunicatore con forte personalità e doti relazionali, ha ottima cultura e capacità di scrittura, abilità nell’utilizzo degli strumenti di social media oltre che grande passione per il settore e flessibilità, dal momento che deve occuparsi della gestione di aree di business tra loro molto differenti.

Sbocchi professionali

Il Community Manager, con l’evoluzione della comunicazione web e del social networking, è sempre più richiesto dalle aziende che hanno compreso le potenzialità della rete. Questa figura professionale può lavorare in aziende o in enti, in agenzie di comunicazione, sia come libero professionista che come consulente o come dipendente. La sua attività può essere svolta attraverso la collaborazione con i vari professionisti come ad esempio il content manager, il web master ecc.

Il Planner è la figura professionale più recente tra quelle che operano nell’agenzia di Pubblicità. è nato verso la metà degli anni sessanta a Londra quasi contemporaneamente nella grandi Agenzie: in J.Walter Thompson ed in Boase Massimi & Pollit. Letteralmente Planner significa pianificatore, ma nel suo lavoro non c’è la pianificazione così come è intesa in italiano; sarebbe forse più corretto chiamarlo razionalizzatore, o, in modo un po’ più colorito: “ispiratore”. Il Planner predispone il percorso logico e/o emotivo della comunicazione, i suoi punti di forza, la promessa, il posizionamento, a volte si può spingere fino a suggerimenti stilistici o di mood. Individua i temi, gli spunti, i luoghi comuni, le verità consolidate e accettate, su cui basare l’annuncio o il commercial. Per fare ciò deve porsi come “ponte” tra il sociale (la cultura) e gli obiettivi di marketing del prodotto o della marca. Il suo lavoro è razionale e creativo – è stato definito anche “la creatività prima della creatività” – perché deve creativamente rinvenire nel sociale gli spunti di comunicazione e adattarli razionalmente ai problemi. La sua visione è d’insieme e la sua azione è strategica, perché ha la responsabilità del raggiungimento degli obiettivi di comunicazione.

Lo Strategic Planner è stato definito anche come il rappresentante del consumatore all’interno dell’agenzia, così come l’Account lo è del cliente. è suo compito infatti conoscere a fondo non solo i mercati, ma soprattutto le modalità con cui i consumatori si comportano nei diversi mercati, i bisogni di fondo e quelli emergenti, le tendenze, le variazioni, le mode. Le fonti di informazione dello Strategic Planner sono le più varie e coprono l’attualità, la cronaca, l’economia, la sociologia e, ovviamente, il quadro generale della comunicazione commerciale. Ma soprattutto il Planner deve essere un abile utilizzatore e committente di ricerche (non necessariamente un ricercatore), sia continuative che ad hoc. Lo Strategic Planner si pone, nel processo produttivo della pubblicità, tra l’Account e il Creativo e ha come compito istituzionale quello di trasformare le esigenze del cliente e le sue istruzioni operative in quello che in gergo si chiama “briefing creativo”.

In questo senso si può dire che il Planner è il “progettista” della pubblicità. È fuori dubbio che la funzione di comprensione dei problemi, la razionalizzazione degli stessi e la definizione delle linee strategiche fossero svolte in passato da Account e Creativi in una divisione di compiti non sempre chiara. Sarà quindi compito del management dell’agenzia ridefinire i ruoli sia dell’Account che dei Creativi attribuendo al lavoro dell’Account funzioni organizzative ed economiche (vendita del prodotto creativo, razionalizzazione degli interventi, redditività dei budget, controllo di gestione) e a quello del Creativo attività intellettuali disciplinate da precisi vincoli strategici. Lo Strategic Planner svolge anche un’importante funzione di certificazione della qualità del lavoro dell’Agenzia nei confronti dei clienti e del mercato in generale. Tracciando le linee strategiche del progetto di comunicazione crea i presupposti per un’approvazione più consapevole da parte del cliente delle proposte creative, adducendo elementi di oggettivazione su cui la campagna può essere valutata e, quindi, accettata dal cliente e difesa dall’agenzia.

La specializzazione nella professione dello Strategic Planner richiede come formazione di base in:
Copywriting – Account Management

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