Corso post diploma in Marketing e Comunicazione d'Impresa

Traditional, Digital Marketing e Social Media Strategy

Competenze professionali che consentono di gestire il Marketing, i Media, la Comunicazione Corporate in modo integrato con il Web 2.0, elaborando strategie cross-mediali e multicanale in uno scenario dove il digitale ha profondamente modificato il rapporto azienda/consumatore e la relazione tra i consumatori e le marche si sviluppa in forma di una conversazione in tempo reale.

DURATA

2 ANNI
Il primo anno del Corso inizia a fine ottobre

FREQUENZA

Dal lunedì al venerdì,
6/8 ore al giorno

METODOLOGIA

Molto pratica.
Con progetti veri direttamente dalle Aziende

Presentazione del Corso in
Marketing e Comunicazione d'Impresa

PREMESSA
Il Corso biennale in Marketing e Comunicazione d’Impresa presenta oggi un impianto totalmente nuovo per rispondere in concreto alla domanda del mercato della comunicazione, al cui interno il comparto digitale è il più dinamico e richiede risorse professionali dotate di solide conoscenze di base e competenze tecniche specifiche.

La necessità da parte delle aziende di avere professionisti che sappiano affrontare le sfide della digitalizzazione e della globalizzazione richiede un’offerta formativa che acceleri il più possibile l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani leve con solide competenze tecniche, con visione strategica e capacità di sfruttare il contributo dei molteplici canali digitali attraverso i quali interagiscono i consumatori, sempre più connessi, per creare contesti che permettano di avvicinare il consumatore e gestire la reputazione, il consenso e il successo della impresa/organizzazione per la quale lavorano.

Accademia di Comunicazione da sempre monitora la domanda del mercato della comunicazione in termini di competenze e skill richieste e provvede, in funzione della sua evoluzione, all’aggiornamento costante sia dei contenuti didattici sia della faculty (del corpo docente) – in special modo per quel che riguarda i professionisti del web.

Le opportunità di sbocchi professionali offerte dalla crescita del digitale richiedono abilità specifiche e la capacità di elaborare strategie e tattiche adeguate ai nuovi processi e modelli di business e comunicazione, dove le competenze digitali si innestano in modo sinergico sul corpo delle conoscenze e competenze fondamentali del marketing e della comunicazione.

OBIETTIVO FORMATIVO
Il Corso biennale in Marketing e Comunicazione d’Impresa ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli elementi di conoscenza e le competenze professionali che consentono di gestire il Marketing, i Media, la Comunicazione Corporate, di marca, di prodotto e di servizio in modo integrato con il Web 2.0, elaborando strategie cross-mediali e multicanale in uno scenario dove il digitale ha profondamente modificato il rapporto azienda/consumatore e la relazione tra i consumatori e le marche si sviluppa in forma di una conversazione in tempo reale.

Le aree formative del Corso sviluppano i contenuti attraverso moduli sinergici e coerenti con un’impostazione che consente ai partecipanti di conoscere e utilizzare, oltre alle tecniche di base del marketing e della comunicazione tradizionale, le metodologie che consentono di integrare, all’interno di strategie unitarie, gli strumenti digitali secondo i modelli fissati dai nuovi parametri – condivisione, relazione, partecipazione ed engagement – imposti, in particolare, dalla enorme diffusione dei social media.

PERCORSO FORMATIVO
Il percorso formativo prevede, nel primo anno, che gli studenti acquisiscano le basi teoriche necessarie attraverso un’attenta analisi dell’apparato strategico di tutta la comunicazione (Marketing, Pubblicità, Relazioni Pubbliche e Comunicazione, Media) a fronte dei complessi cambiamenti generati dall’ormai imprescindibile utilizzo della tecnologia digitale. Dei vari comparti conoscere cosa sono oggi – e magari saranno domani – e il perché del cambiamento dei loro approcci strategici implica che lo sviluppo del percorso parta dallo stato dell’arte attuale con i necessari rimandi allo sviluppo dei processi.

Il secondo anno prevede per gli studenti ulteriori approfondimenti verticali dell’utilizzo della tecnologia digitale in tutte le aree del loro futuro sbocco professionale nel marketing, nella comunicazione, nelle relazioni pubbliche, nei media sia in azienda che in agenzia.

Il percorso professionalizzante accentua al massimo la metodologia didattica project-oriented, con brief live commissionati da clienti veri e affrontati dagli studenti del Corso in team con quelli dei Corsi di creatività, riproducendo così in aula il lavoro di agenzia. 
Questa metodologia dell’imparare facendo attraverso il lavoro a progetto, DNA di Accademia di Comunicazione dalla sua fondazione, sarà rafforzata da un periodo di internship in azienda e/o agenzia in base all’area professionale scelta dallo studente.

Le competenze acquisite in questo Corso sono certificate dalla Regione Lombardia e sono in linea con i livelli UE nell’ambito del QUADRO EUROPEO DELLE QUALIFICHE PER L’APPRENDIMENTO PERMAMENTE (EQF)

Piano di studi

1° ANNO
Fondamenti di Marketing | Relazioni Pubbliche | Comunicazione d’Impresa | Account Management | Lo stato dell’arte dell’impianto strategico.

Conoscenze e competenze di base
Consumer Behaviour: the consumer journey | Digital Marketing & Communication: panoramica (tools, platforms, etc.) | Focus sui Social | Strategia di comunicazione | Storytelling | Skill di presentazione | Scenario media – tradizionali e digitali | Media Information and Planning | Marketing Strategico | Marketing Management: analisi e pianificazione del marketing mix | Statistica e Ricerche di Mercato/Big Data Analytics 1 | Ricerche di Marketing e Comunicazione | Microeconomia | Macroeconomia | Economia e Organizzazione Aziendale | Attualità Politica | Diritto Commerciale | Fondamenti di Informatica legati a rete e database: Microsoft Office | Photoshop.

2°ANNO
Area delle Relazioni Pubbliche e Comunicazione d’Impresa
Comunicazione Corporate | On/Off line RP/Media Relations | Ufficio Stampa | Organizzazione e Gestione di Eventi | Comunicazione Finanziaria | Crisis Communication | Comunicazione No Profit e Fund Raising | CSR | Comunicazione Istituzionale e Pubblica | Community Management | SEM&SEO | Social Media Management | Content Marketing | Web Analytics – le nuove metriche | Media Planning II | Big Data Analytics 2 | WordPress | Access | Excel.

Area del Marketing e Pubblicità
Account Management | Strategic Brand Management | Digital Advertising | Web Video | Integrated Marketing Communication | Trade Marketing | Direct Marketing | Sales | Promozioni | Sponsorizzazioni | Project Management | E-Commerce | Community Management | Mobile Marketing e Advertising | Programmatic Advertising.

Oltre alle ore di docenza, sono previsti seminari, testimonianze, case history, workshop, laboratori e simulazioni professionali.

Nel corso del secondo anno gli studenti sviluppano progetti di Marketing e di Comunicazione su problemi reali nei confronti di Aziende, sempre in team con i Graphic Designer e i creativi della Pubblicità.

Informazioni pratiche sul Corso

Riconoscimento

Fondazione Accademia di Comunicazione è Istituzione accreditata di formazione professionale permanente ex Legge Regionale 6 agosto 2007 n. 19. I Corsi rilasciano attestato di competenza con valore pubblico che certifica l’idoneità professionale in coerenza con le direttive e i regolamenti comunitari della UE.

Anno Accademico

Il primo anno di Corso inizia a fine ottobre e termina a giugno. Il secondo anno inizia ai primi di settembre e termina tra la fine di aprile e i primi di maggio, con l’inizio degli stage.

Titoli richiesti

Per il Corso post diploma è necessario il diploma di scuola media superiore.

Frequenza

La frequenza è obbligatoria, a tempo pieno, cinque giorni alla settimana.

Iscrizione e selezione

Per iscriversi al Corso post diploma in Marketing e Comunicazione è necessario fissare un appuntamento per un colloquio di informazione, di verifica delle motivazioni e di approfondimento sulle figure professionali formate dal Corso.

Docenti

Tutti i docenti sono professionisti dei diversi settori del Marketing e della Comunicazione.

Durata del Corso ed esami

Il Corso post diploma in Marketing e Comunicazione ha durata biennale. Ogni Anno Accademico è diviso in due semestri: al termine di ogni semestre vengono effettuate delle prove di livello che tendono a verificare lo stato di conoscenze e tecniche acquisite dagli studenti e sono elaborati progetti specifici, che consentono di verificare la capacità di applicare conoscenze e tecniche al lavoro di tipo professionale.

Al termine del Corso di specializzazione professionale riconosciuto si svolgono gli esami e viene rilasciato un attestato di competenza.

Metodologia formativa

Il primo anno del Corso post diploma è di carattere propedeutico: vengono date le basi di conoscenza necessarie per la professione e si fornisce l’impianto culturale di Comunicazione misurato sulle singole realtà professionali; nel secondo anno, mentre si procede con l’approfondimento nella Comunicazione, vengono trasferite le conoscenze, le tecniche e gli strumenti di carattere professionale.
Già dal primo anno gli studenti imparano a lavorare su problematiche concrete: prima in simulazione con il supporto dei professionisti e mantenendo come interlocutore il Management delle Aziende, poi su casi reali, confrontandosi con le Aziende, gli Enti Pubblici e le Associazioni senza fine di lucro.

Stage

Alla fine del percorso formativo Accademia di Comunicazione organizza presso Agenzie, Aziende, Associazioni degli stage durante i quali gli studenti svolgono la loro prima esperienza di lavoro da poter inserire nel proprio curriculum.

Inserimento nel mondo del lavoro

Accademia di Comunicazione, sin dal primo anno, ha avuto il 100% dei suoi allievi inseriti nel mondo del lavoro, tutti chiamati a svolgere la professione per la quale si sono preparati.

Metodologia del placement

Accademia non abbandona mai i suoi studenti, neppure dopo gli stage: cerca di essere per loro, nel tempo, un preciso punto di riferimento per consigliarli nelle scelte professionali, offrendo la possibilità di formazione continua e trasferendogli, anche nel tempo, le occasioni di lavoro che alla scuola vengono proposte.

 

 

Roberto Adriani – Senior Partner Heritage-House
Adriano Aletti – CEO ADMIRE Retail and Wine Innovation
Alfredo Alfano – Responsabile tecnologia di Fondazione Accademia di Comunicazione
Basilio Bentivegna – Founder and CEO Aroundigital
Andrea Bertini – Partner Demet&Co
Omar Fulvio Bertoni – Socio Fondatore e Responsabile Comunicazione della Cento&venti
Sergio Bonzani – Measurement Science Director per l’Italia The Nielsen Company
Dario Boscia – Digital Analyst Connexia
Marco Cadioli – New Media Artist and teacher
Andrea Campana – CEO Beintoo
Antonio Casillo – Head of Performance Display ‎Performics Publicis Media
Daniela Cerquetti – Associate The Vortex & Senior Digital Account Competence Communication
Dario Colbacchini – Web Designer
Isabella Conticello – Progettazione Grafica – Editoria – Design della Comunicazione
Marco Dall’Olio – Digital & Trade Marketing Manager R.T.I. Mediaset
Daniele Durante – Digital Media Manager Starcom
Lorenzo Ferrante – Project Manager Havas Milan
Gianluca Fini – International Account Executive Nielsen
Claudio Gabbiani – Consulente di produzione e post-produzione audio e video
Antonella Gangeri – Consulente di Comunicazione
Paolo Gioia – SEO Manager Triboo Digitale
Riccardo Guggiola – Big Data e Digital ADVisor
Giuseppe Lipari – Formazione linguistica Pro-commerce
Lisa Molteni – Digital Strategist
Andrea Monzani – Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne Borsa Italiana
Alessandro Musciolà – Project and Innovation Manager Havas Milan
Till Neuburg – Communication Strategist
Ivo Pezzuto – Economista, Docente e Consulente di Economia e Strategia Aziendale
Manuela Reggiori – Consulente Free-lance
Alessandro Schirolli – Advertising Operations Manager ‎Beintoo
Gianlorenzo Sosso – Account Manager Jointly
Paola Toia – Project Manager Socialmediaholic Comunicazione Digitale
Massimiliano Trisolino – Chief Strateggy Officer Connexia
Francesco Ungaro – Senior Strategic Planner – Consulente
Doris Zaccaria – Associate The Vortex
Elettra Zadra – Founder & CEO Elettra PR
Marco Zambaldo – Creative Strategist ‎Centoeventi
Vania Zangheratti – Product Manager presso il dipartimento di Sinottica TSSP GfK
Matteo Zanibon – Account Manager GfK

Gli stage dopo il corso

Gli stage, previsti alla fine di ogni Corso, sono da considerarsi innanzitutto come un periodo di perfezionamento della propria formazione e in secondo luogo come una possibile occasione di lavoro futuro. Per questi due motivi lo stage non viene deciso automaticamente d’ufficio, sulla base di convenzioni preesistenti con numero prestabilito di Aziende, ma presuppone che avvenga ogni anno una specifica e precisa richiesta da parte dell’Azienda rispetto alla quale gli studenti vengono preselezionati dall’Accademia, inviati al colloquio di selezione e selezionati dalla stessa Azienda.

Non è quindi soltanto il curriculum e la garanzia che l’Accademia dà all’Azienda, ma ciò che il singolo studente durante il colloquio sarà in grado di dimostrare relativamente alle proprie capacità e al modo di presentarsi, che determineranno la scelta dell’Azienda stessa.

L’impegno da parte di Accademia sull’organizzazione degli stage “ad personam” che ogni anno si rinnova senza mai cedere ad automatismi di convenzioni fisse, è rivolto a cercare di favorire al massimo la possibilità che alla fine dello stage lo studente sia confermato con un contratto.

Selezione, rette e agevolazioni

Selezioni
Per iscriversi al Corso è necessario fissare un appuntamento per un colloquio di reciproca conoscenza e di informazione su Accademia, sul Corso, sulla figura professionale scelta e sul contesto in cui lavora e sulla metodologia degli stage.

AGEVOLAZIONI
Per facilitare i giovani appartenenti a famiglie meno abbienti la retta di frequenza è ridotta in relazione al reddito familiare.
Ai fini dell’iscrizione all’Anno Accademico 2019-2020 le agevolazioni sono:

Reddito familiare (in euro)Retta annuale
1. Fino a 23.000,004.800,00
2. da 23.000,00 a 30.000,005.300,00
3. da 30.000,00 a 45.000,006.800,00
4. da 45.000,00 a 55.000,008.500,00
5. da 55.000,00 a 70.000,0011.500,00
6. oltre 70.000,0013.000,00

Iscrizioni
Le iscrizioni devono essere regolarizzate con la compilazione della domanda di iscrizione e relativi allegati, compresa la sottoscrizione del Regolamento Generale; la presentazione dei documenti comprovanti il reddito; il versamento della tassa d’iscrizione.

Rette per il secondo anno
Le rette del secondo anno, per tutte le fasce di reddito, si incrementeranno in percentuale secondo l’aumento dell’indice ISTAT.

Come usufruire delle agevolazioni per l’Anno Accademico 2019-2020

  1. La retta annuale è determinata in base al valore ISE che si trova all’interno dell’attestazione ISEE dell’anno 2018.
  2. L’obbligo di presentazione del documento ISE non sussiste per gli appartenenti alla 6^ fascia.
  3. La mancata presentazione del documento comprovante il reddito determinerà l’attribuzione della fascia n.6.
  4. Lo studente che dichiara di vivere per proprio conto deve comunque fare riferimento ai redditi della famiglia di provenienza.
  5. Nel caso di genitori divorziati o separati è richiesta la presentazione delle dichiarazioni di entrambi i genitori e verrà attribuita la fascia di reddito corrispondente al cumulo dei due redditi, salvo diverse disposizioni espresse nella sentenza di separazione/divorzio.

Dopo il Corso in Marketing e Comunicazione d'Impresa potrai lavorare come:

Il Manager Responsabile della Comunicazione d’Impresa progetta e coordina le attività di Comunicazione Corporate, che hanno per oggetto l’impresa stessa e la sua identità (immagine, mission, vision, valori), e di Comunicazione di Prodotto individuata come “Marketing Communication”.

Il suo lavoro ha l’obiettivo di far sapere che un’azienda, un servizio/prodotto o un’iniziativa esiste nonché quello di promuovere un’immagine positiva dell’azienda.
Questo professionista utilizza sempre di più il web e i social media per costruire e diffondere le sue azioni di comunicazione e per far conoscere all’esterno il brand e i suoi valori. Egli quindi, oltre a saper calibrare i messaggi della sua impresa sui vari fronti (media, pubblico-istituzionale, consumatori/utenti) e nei diversi canali in modo equilibrato ed efficace, deve aggiornarsi continuamente sulle nuove tecnologie di comunicazione e sulle nuove strategie di marketing.
Oggi, infatti, chi si occupa di Comunicazione d’Impresa si muove seguendo le dinamiche che stimolano il coinvolgimento diretto del destinatario del messaggio, costruendo progetti di comunicazione e Marketing innovativi e integrati e, utilizzando anche strumenti non convenzionali: Viral, Guerrilla, Action, Experiential, Holistic, Tribal e Word of Mouth Marketing.

Sbocchi professionali

  • Aziende
  • Agenzie di Comunicazione integrata
  • Agenzie di Pubblicità
  • Concessionarie di Pubblicità
  • Centri Media
  • Istituti di Ricerca

L’inclinazione allo scambio, al baratto e alla permuta di una cosa per l’altra è comune a tutti gli uomini, e non si trova in nessun’altra razza di animali. (Adam Smith, Wealth of Nations)

Il Professionista di Marketing, o Product Manager, è un coordinatore di persone e risorse per la progettazione, la realizzazione e il controllo di tutte le attività inerenti al Marketing, per quanto riguarda un prodotto o una linea di prodotti. Il ruolo del Product Manager si sviluppa sia in senso strategico sia in senso operativo.
In particolare, pianifica gli obiettivi, le strategie e le azioni necessarie a realizzare la produzione e, successivamente, commercializzazione e la promozione di un prodotto o di una linea di prodotti.

Dal punto di vista operativo, il Product Manager deve essere in grado di comprendere e coordinare le varie funzioni aziendali che concorrono alla realizzazione della sua strategia: il reparto produzione, il reparto vendite, il reparto finanziario e le risorse umane.
Il Product Manager ha una visione strategica della propria attività. Il suo ruolo si basa su una approfondita conoscenza del mercato e del consumatore dei suoi prodotti. In grado di interpretarne le tendenze, attuali e di prospettiva, sa coordinare, con capacità organizzative e di incisività, le varie funzioni aziendali.

Sono di sua competenza la gestione degli investimenti pubblicitari, la ricerca e lo studio per il costante affinamento della qualità e dell’efficacia della Comunicazione relativa al prodotto. L’Esperto di Marketing inoltre ha oggi capacità e competenze specifiche nella comunicazione on line. Ciò significa saper progettare strategie e azioni nell’ambito della Comunicazione multimediale. In sostanza, questo professionista dovrà essere in possesso di competenze per interagire con l’attuale modello socioeconomico della rete. Sarà sua dote essenziale la lungimiranza strategica e sarà in grado di confrontarsi con i modelli di monitoraggio propri delle community on line.

Sbocchi professionali

Nelle Aziende il Product Manager lavora all’interno dell’ufficio marketing coordinato, insieme agli altri Product Manager, da un Marketing Manager. La formazione ricevuta gli consente di dare il proprio contributo anche in Agenzie di Pubblicità e di Comunicazione, in Istituti di Ricerca e in Centri Media. Con il web e con il digital, questa figura acquista un ruolo sempre più rilevante. La presenza in rete delle aziende è divenuta infatti necessità globale per la realtà dell’industria e dei commerci. È ormai chiaro che questa presenza, per essere produttiva, necessita di una progettazione elaborata da un professionista specifico, con attitudine strategica e non più meramente tecnologica. L’Esperto di Marketing assume sempre di più un ruolo di Project Manager perchè il mondo degli scambi gli impone visioni e competenze a tutto tondo.

Il modo migliore per rovinare un prodotto di bassa qualità è reclamizzarlo con un’ottima campagna pubblicitaria. (Bill Bernbach, Fondatore D.D.B.)

L’Account, all’interno delle Agenzie di Pubblicità, si occupa di “tenere i contatti” con l’Azienda-cliente: raccoglie e interpreta le richieste dell’azienda cliente, ne valuta e, possibilmente, ne anticipa i bisogni. Inoltre l’Account utilizza le informazioni provenienti dal cliente (ricerche, dati di marketing, piani di sviluppo dei prodotti) e quelle interne all’Agenzia (studi di mercato, dati di ricerca ecc.) per arrivare alla stesura di un piano di comunicazione preciso, coerente e fattibile.

Perché questo possa avvenire l’Account deve saper coordinare le risorse specialistiche dell’Agenzia (Creativi, Reparto Media, Ufficio Ricerche, Produzione, Planner). Si configura quindi come responsabile verso il cliente della Comunicazione della marca di cui si occupa e, all’interno dell’Agenzia, come “team leader” cioè, ancora una volta, come responsabile del buon risultato della Comunicazione svolta per una marca sia dal punto di vista strategico che dal punto di vista operativo. Per progettare la propria strategia di Comunicazione, l’Account deve avere la capacità di percepire e interpretare il mercato e le sue tendenze, attuali e in prospettiva; di analizzare i prodotti concorrenti e le relative tecniche di Comunicazione, di interpretare i comportamenti del consumatore. Per far questo l’Account deve saper lavorare al meglio con i reparti con cui collabora utilizzando il momento di “briefing” in modo intelligente e creativo, rielaborando le informazioni ricevute (informazioni che spesso evidenziano un problema o un’opportunità di marketing) e interpretandole in chiave di Comunicazione.

Dal punto di vista operativo, l’Account, all’interno dell’Agenzia coordina la collaborazione di tutti sul progetto di comunicazione approvato dal cliente e dalla direzione dell’agenzia e fa in modo che vengano rispettati i tempi di realizzazione e i costi.
L’Account dovrà saper affrontare tecniche specialistiche (Relationship Marketing, Event Marketing, Brand Equity, Comunicazione on line, Tecniche promozionali e di Pubbliche Relazioni) per poter dialogare con i propri clienti ai quali saprà così proporre la migliore combinazione di azioni di Comunicazione.

Sbocchi professionali

  • Le destinazione più naturale di un Account è in Agenzie di Comunicazione (nell’accezione più ampia che lo sviluppo delle diverse discipline di comunicazione ha ultimamente reso evidente) Negli ultimi anni lo sviluppo della Comunicazione on line (e più in generale del marketing on line) rendono sempre di più versatile la posizione dell’account e, potenzialmente, più variegato lo sbocco professionale
  •  Un ambito relativamente nuovo è costituito dalla Comunicazione Pubblica (dove l’investitore è un’Istituzione Pubblica). Ambito che si è notevolmente sviluppato negli ultimi anni
  •  Negli uffici di Comunicazione delle Aziende, che sempre più necessitano di account in grado di raccordare diversi ambiti di comunicazione. Ad esempio ambiti come quello della Finanza, tradizionalmente poco attento alla comunicazione nel nostro Paese fino a tempi recenti, necessita di responsabili della comunicazione in grado di affrontare tematiche di comunicazione al consumatore (pubblicità classica e relationship marketing), comunicazione on line, eventi e così via
  • La libera professione

Apart from rights, human being have not only phisical or material needs also intellectual, moral, and social needs, and that their rights are of a real benefit to them only in so far as these needs essentially meet. Public Relation can substantially help people to meet these intellectual, moral, and social needs. (PR Code of Athens)

Il professionista di Relazioni Pubbliche è il “gestore” delle relazioni tra la struttura per cui lavora e gli interlocutori della stessa, interni o esterni che siano.
I suoi pubblici di riferimento, per conto del cliente, possono appartenere a qualsiasi settore della produzione di beni o di servizi, a target di consumatori, all’ambito politico, sindacale o religioso, al mondo dello sport, dell’economia (Borsa, Banche, Finanza) o dei servizi sociali, all’universo delle istituzioni governative, degli enti e delle associazioni. Le competenze che l’esperto di Relazioni Pubbliche è in grado di mettere a disposizione del cliente riguardano perciò un’ampia casistica di problemi: dalla nascita di un’attività (riferita a una singola persona o a un’azienda, ente, organizzazione) da far conoscere e attorno alla quale creare consenso fino all’esigenza di incidere sui valori sociali, pianificando cambiamenti favorevoli al cliente. Punto di raccordo e di distribuzione delle informazioni, il professionista delle R.P. agisce sia sui contenuti della Comunicazione, rendendoli fruibili dai suoi destinatari, sia sui flussi, determinando tempi, modi e tono della Comunicazione dell’impresa. Investito di un delicato ruolo di contatto tra le diverse anime dell’impresa, partecipa alla stesura di una strategia che definisce le linee guida della sua azione, riassumibili in obiettivi, modalità, destinatari e azioni, da progettare e realizzare coerentemente con l’ambiente in cui l’impresa si muove.

In sintesi, sono competenze del manager delle Relazioni Pubbliche: le attività di Comunicazione Corporate, che hanno per oggetto l’impresa e la sua identità; la Comunicazione di prodotto, individuata anche col termine “marketing communication” e spesso strettamente legata al Marketing, di cui costituisce una delle attività fondamentali; la Comunicazione finanziaria; la Comunicazione interna.

Oggi il professionista di Relazioni Pubbliche ha a disposizione la rete per costruire e diffondere le sue azioni di comunicazione. Il web ha allargato l’orizzonte della Comunicazione d’Impresa pertanto diventa cruciale l’attenzione a un approccio adeguato al terreno su cui si opera: le modalità dei “canali on line” mutano considerevolmente, nei tempi e nello stile, rispetto alla Comunicazione tradizionale.
Le azioni di comunicazione sul Web si affiancano pertanto agli strumenti tradizionali delle Relazioni Pubbliche, che spaziano dai prodotti editoriali agli eventi (di diversa natura ed entità), dalle relazioni con i media a quelle con gli investitori.

Sbocchi professionali

  • L’Azienda, all’interno della direzione comunicazione;
  • L’Agenzia di relazioni pubbliche, come consulente al servizio delle aziende clienti;
  • La libera professione rappresenta un terzo sbocco, anche se il mercato richiede una professionalità maturata nel tempo prima di riconoscere opportunità significative.

Un’azienda che investe parte del fatturato per pubblicizzare i propri prodotti si deve preoccupare, anche della scelta dei mezzi pubblicitari sui quali veicolare il proprio messaggio. Per ottimizzare questa funzione è indispensabile analizzare tutte le informazioni e le caratteristiche dei mezzi. Il Media Planner è dunque il tecnico pubblicitario che effettua le analisi per progettare una “strategia di comunicazione”, ovvero è colui che propone come, dove, quando e a che prezzo veicolare il messaggio prodotto dal creativo. L’attività professionale del Media Planner si esplica svolgendo una serie di analisi prima, durante e dopo la realizzazione di una campagna pubblicitaria. Prima della campagna dovrà occuparsi di: definire una o più strategie media, per raggiungere gli obiettivi di marketing prefissati, attraverso l’analisi dei mezzi di comunicazione e dell’attività dei concorrenti; formulare proposte di “media plan”, ovvero di ripartizione degli investimenti, scelta dei veicoli e distribuzione temporale della campagna; gestire il “media buying”, ovvero contrattare con editori e concessionari per l’acquisto degli spazi sui mezzi e le relative prenotazioni, funzione che può essere spesso svolta in collaborazione diretta con il cliente. Durante lo sviluppo temporale della campagna dovrà occuparsi di: controllare la reale uscita degli avvisi/comunicati, nel rispetto del calendario, contestare eventuali incongruenze con gli accordi siglati, nonchè le eventuali distorsioni nella pubblicazione degli annunci pubblicitari.

Al termine della campagna dovrà occuparsi di valutare quali sono stati i risultati quantitativi generati dalla campagna pubblicitaria confrontandoli con le previsioni della strategia media; contrattare i recuperi per quelle parti della pianificazione non coerenti con gli accordi precedentemente stipulati con editori e concessionari.

Nelle Agenzie e nei Centri Media è possibile ritrovare tutte le suddette funzioni concentrate in un’unica persona, ma molto più spesso, data la complessità delle problematiche inerenti la pianificazione pubblicitaria, la figura del Media Planner in realtà si suddivide tra diversi ruoli:
Media Executive Si occupa dell’esecuzione operativa dei lavori, come per esempio l’analisi della concorrenza, l’analisi a computer dell’efficienza dei vari mezzi/veicoli di comunicazione la stesura dei calendari, il controllo dei giustificativi, ecc.
Media Supervisor Imposta i piani media, esegue la trattativa con i mezzi, cura i budget dei clienti e sviluppa la trattativa commerciale con i mezzi. Quest’ultima figura professionale si può ritrovare anche presso le concessionarie e gli uffici marketing e pubblicità delle aziende.
Media Director Responsabile del funzionamento di tutto il reparto, si occupa della stesura della strategia media, della distribuzione dei compiti, del controllo qualitativo del lavoro finale e della presentazione del piano al cliente.
Media Researcher Analizza tutte le fonti di informazione disponibili sui mezzi, svolgendo un ruolo di consulenza per qualsiasi problema che abbia risposta nelle ricerche sui mezzi (Audipress, Auditel, ADS, Eurisko,ecc.).

La specializzazione nella professione di Media Planner richiede come formazione di base l’Account Management.

Sbocchi professionali

  • Nei centri media
  • Nelle Concessionarie di Pubblicità
  •  Nelle Aziende

Il Producer è un coordinatore di professionisti e di servizi tecnici per la produzione di messaggi audiovisivi in campo pubblicitario.
Una volta realizzata nel reparto creativo dell’ Agenzia la parte creativa della campagna ed identificati i mezzi di diffusione (pianificazione media), viene coinvolto il Producer che definisce la parte economica, organizzativa e tecnica per la realizzazione di telecomunicati, di radiocomunicati, della programmazione nelle sale cinematografiche, di audiovisivi fieristici o istituzionali.
Il Producer discute con i creativi e con il cliente le scelte professionali (registi e case di produzione da interpellare); poi comunica con un briefing verbale o scritto alle case di produzione i dati necessari per ottenere un preventivo dettagliato, una timetable (scadenzario) e delle proposte tecniche.
Dopo aver raccolto i preventivi, il Producer vaglia con i creativi, gli account executives e con il cliente i costi, il prestigio, l’affidabilità, gli showreels ed i curricula delle case di produzione e dei registi interpellati – tutti elementi decisivi per la scelta definitiva nella quale il producer ha un peso determinante.
Successivamente il Producer controlla, insieme alla casa di produzione, una prima fase preparatoria: selezione degli attori e modelli (casting), definizione delle scenografie e dei luoghi dove girare(location), approfondimento degli aspetti legali e di censura con gli Enti preposti (Sacis); a questo punto il Producer organizza il P.P.M. (Preproduction Meeting) una riunione chiave durante la quale tutti i professionisti coinvolti (creativi, accounts, cliente, regista, casa di produzione) analizzano e controllano per l’ultima volta tutti i dettagli delle riprese e della postproduction (montaggio e sonorizzazione).
Durante le riprese (shooting) il Producer vigila sul rigoroso rispetto delle decisioni prese durante il P.P.M. Durante la postproduction il Producer supervisiona il montaggio, la composizione della musica, gli effetti sonori, lo speakeraggio, il mix e tutte le lavorazioni elettroniche necessarie alla finalizzazione dell’audiovisivo pronto per la messa in onda.

Una volta ottenuta l’approvazione del cliente, il producer controlla la qualità tecnica del materiale e la puntualità nella consegna alle emittenti televisive, radiofoniche e ai circuiti cinematografici, controlla le fatture dei fornitori e professionisti coinvolti e inserisce il lavoro appena realizzato nel proprio archivio.

La specializzazione nella professione di Producer richiede una formazione di base in:
Account Management –Copywriting – Art Direction

Sbocchi professionali

  • Nelle agenzie di pubblicità
  •  Negli uffici di comunicazione delle grandi aziende con propri organici per la comunicazione pubblicitaria e istituzionale
  •  Nelle emittenti televisive (networks e locali) che producono in proprio programmi e seriarls
  •  Nelle case di produzione per telecomunicati e radiocomunicati (in queste strutture il Producer assume una posizione ancora più vicina alle fasi operative in quanto coordinatore diretto della produzione).

Il Planner è la figura professionale più recente tra quelle che operano nell’agenzia di Pubblicità. è nato verso la metà degli anni sessanta a Londra quasi contemporaneamente nella grandi Agenzie: in J.Walter Thompson ed in Boase Massimi & Pollit. Letteralmente Planner significa pianificatore, ma nel suo lavoro non c’è la pianificazione così come è intesa in italiano; sarebbe forse più corretto chiamarlo razionalizzatore, o, in modo un po’ più colorito: “ispiratore”. Il Planner predispone il percorso logico e/o emotivo della comunicazione, i suoi punti di forza, la promessa, il posizionamento, a volte si può spingere fino a suggerimenti stilistici o di mood. Individua i temi, gli spunti, i luoghi comuni, le verità consolidate e accettate, su cui basare l’annuncio o il commercial. Per fare ciò deve porsi come “ponte” tra il sociale (la cultura) e gli obiettivi di marketing del prodotto o della marca. Il suo lavoro è razionale e creativo – è stato definito anche “la creatività prima della creatività” – perché deve creativamente rinvenire nel sociale gli spunti di comunicazione e adattarli razionalmente ai problemi. La sua visione è d’insieme e la sua azione è strategica, perché ha la responsabilità del raggiungimento degli obiettivi di comunicazione.

Lo Strategic Planner è stato definito anche come il rappresentante del consumatore all’interno dell’agenzia, così come l’Account lo è del cliente. è suo compito infatti conoscere a fondo non solo i mercati, ma soprattutto le modalità con cui i consumatori si comportano nei diversi mercati, i bisogni di fondo e quelli emergenti, le tendenze, le variazioni, le mode. Le fonti di informazione dello Strategic Planner sono le più varie e coprono l’attualità, la cronaca, l’economia, la sociologia e, ovviamente, il quadro generale della comunicazione commerciale. Ma soprattutto il Planner deve essere un abile utilizzatore e committente di ricerche (non necessariamente un ricercatore), sia continuative che ad hoc. Lo Strategic Planner si pone, nel processo produttivo della pubblicità, tra l’Account e il Creativo e ha come compito istituzionale quello di trasformare le esigenze del cliente e le sue istruzioni operative in quello che in gergo si chiama “briefing creativo”.

In questo senso si può dire che il Planner è il “progettista” della pubblicità. È fuori dubbio che la funzione di comprensione dei problemi, la razionalizzazione degli stessi e la definizione delle linee strategiche fossero svolte in passato da Account e Creativi in una divisione di compiti non sempre chiara. Sarà quindi compito del management dell’agenzia ridefinire i ruoli sia dell’Account che dei Creativi attribuendo al lavoro dell’Account funzioni organizzative ed economiche (vendita del prodotto creativo, razionalizzazione degli interventi, redditività dei budget, controllo di gestione) e a quello del Creativo attività intellettuali disciplinate da precisi vincoli strategici. Lo Strategic Planner svolge anche un’importante funzione di certificazione della qualità del lavoro dell’Agenzia nei confronti dei clienti e del mercato in generale. Tracciando le linee strategiche del progetto di comunicazione crea i presupposti per un’approvazione più consapevole da parte del cliente delle proposte creative, adducendo elementi di oggettivazione su cui la campagna può essere valutata e, quindi, accettata dal cliente e difesa dall’agenzia.

La specializzazione nella professione dello Strategic Planner richiede come formazione di base in:
Copywriting – Account Management

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È il professionista cui si richiede di scrivere in modo chiaro, efficace e contemporaneamente avvincente, i contenuti di un sito: articoli, descrizione di servizi/prodotti, copy promozionali, pubblicità on line, e-newsletter, campagne di e-mail marketing, testi per blog e podcast. Senza contenuti di buona qualità, ben studiati, organizzati e interessanti molti siti perdono in efficacia e non riescono a coinvolgere i visitatori e a fidelizzarli. Di conseguenza, questi siti perdono il posizionamento nei motori di ricerca e sono destinati a morire. Il lavoro e l’esperienza di un professionista della scrittura su web è quindi fondamentale non solo per tutelare la “salute” del sito, ma per garantirne l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi e il posizionamento nei motori di ricerca. Il Web Content Writer deve essere quindi in grado di scrivere con precisione contenuti interessanti e funzionali, adeguati al target, utilizzando grammatica e fraseggio in maniera corretta per trasmettere il messaggio o la “call to action” che si desidera, nello stile appropriato e inserendo parole chiave che attraggano e trattengano gli utenti su un sito web, con lo scopo di trasformarli in clienti. Le competenze del Web Content Writer non sono richieste soltanto nella fase di realizzazione di un sito. L’inserimento nel sito di nuovi contenuti che lo nutrano e supportino le attività di SEO (Search Engine Optimization) deve essere infatti preoccupazione costante per incrementarne la visibilità on line.

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Il Digital Media Planner è un esperto dei media digitali che, avvalendosi di strumenti di analisi, conoscenza del mercato e creatività, è in grado di individuare la strategia ideale per il raggiungimento di determinati obiettivi di comunicazione al miglior costo possibile. Analizza le campagne e altre fonti di dati esterni -per esempio quelli demografici e i profili del consumatore- per l’ottimizzazione e/o la pianificazione e l’acquisto.

Partendo dall’analisi del contesto (off e on line) in cui l’azienda opera e di conseguenza dall’analisi dei suoi utenti, il Digital Media Planner, nell’elaborazione di un “piano media” coerente con gli obiettivi strategici dell’azienda, deve proporre strategie e soluzioni per una distribuzione ottimale degli investimenti pubblicitari in un’ottica multicanale, decidere quali e quanti spazi pubblicitari acquistare, stabilendo le azioni da intraprendere e gli obiettivi da raggiungere per ogni singola piattaforma di comunicazione che ha deciso di sfruttare.

Un Digital Media Planner deve quindi saper analizzare le strategie, i target e i mezzi di comunicazione idonei a una comunicazione di qualità, saper pianificare l’acquisto degli spazi pubblicitari, conoscere le tecniche di posizionamento sui motori di ricerca per raggiungere maggiore visibilità, conoscere strategie, tecniche e strumenti per rafforzare l’identità, l’immagine e la notorietà di un brand dal momento della sua costruzione e per tutto il suo successivo sviluppo. Inoltre, per svolgere la professione del Digital Media Planner sono indispensabili buone capacità di comunicazione, competenze di marketing e di web marketing, di editoria multimediale, di web advertising, oltre che la passione per il mondo della pubblicità.

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È il professionista di strategie digitali in grado di utilizzare le logiche digitali trasformandole in efficaci soluzioni di marketing, grazie ad una solida conoscenza delle opportunità offerte dai media digitali e un’approfondita comprensione degli obiettivi del cliente. Deve creare strategie di marketing e comunicazione utilizzando i social media ed essere in grado di identificare segmenti di target con alto, o potenzialmente alto, valore aggiunto per il cliente. A tale scopo, il Digital Media Strategist esamina ogni aspetto di un cliente/azienda e ogni sfaccettatura dell’interazione che i visitatori del sito dell’azienda hanno con l’azienda stessa, al fine di formulare strategie per migliorarne l’efficienza. In sostanza il Digital Media Strategist è un esperto di marketing digitale e di pianificazione sui media digitali e sui social network in azienda o in agenzia. Ha una profonda conoscenza delle infrastrutture e dei sistemi del settore pubblicità digitale, ottime capacità di esposizione, di scrittura e di presentazione.

Il Digital Media Strategist, sulla base degli obiettivi dell’azienda/cliente, non solo è in grado di proporre nuove possibilità di utilizzo del sito web aziendale ma, a monte, è in grado di capire se ci sono potenziali fonti di traffico del sito web che non sono state intercettate, è in grado di valutare l’aspetto grafico del sito web e di determinarne l’efficacia per il raggiungimento degli obiettivi, sa valutare la qualità dei contenuti e della navigazione del sito ed è in grado di identificare, sulla base delle web analytics e di altri sistemi di controllo, quando gli obiettivi sono stati raggiunti.

In sintesi un Digital Media Strategist deve:

  • Esaminare gli obiettivi delle attività on line dell’azienda e suggerire eventualmente ulteriori obiettivi
  • Esaminare il traffico del sito aziendale e formulare strategie e azioni per incrementarlo
  • Studiare attentamente le pagine di destinazione e dare consulenza per il miglioramento
  • Valutare il design complessivo del sito web e, se necessario, proporre revisioni
  • Valutare i contenuti e il copywriting del sito
  • Esaminare le funzioni di ricerca e di navigazione del sito
  • Analizzare e monitorare gli strumenti di interazione diretta con gli utenti (acquisto, lead generation, ecc) attraverso i quali i visitatori del sito possono rispondere alla “call to action” (carrello della spesa, modulo di contatto, ecc.).

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È il professionista responsabile di tutti i contenuti  >  sia testuali che grafici   pubblicati sul web. A lui è affidata l’individuazione delle fonti necessarie per alimentare le diverse sezioni del sito e la scelta della linea editoriale: Il Web Content Manager definisce le strategie di impostazione dei contenuti e ne garantisce l’aggiornamento, prende decisioni in merito alla gestione delle community, dei blog e di tutte le azioni strategiche finalizzate alla messa on line di un progetto, curando l’organizzazione delle informazioni in funzione dei percorsi di navigazione previsti per il sito o per il portale. Inoltre, considerato che la gestione dei contenuti sul web è un processo multidisciplinare e complesso, supervisiona tutte le risorse digitali: content writer o content editor, web designer e content designer, information architect, ecc.

Partendo dal presupposto che il contenuto di un sito è un prodotto e che, come tale, la sua creazione prevede diverse fasi di produzione, il Web Content Manager deve inoltre saper far fronte in maniera impeccabile:

  •  Alla ricerca dei contenuti
  • All’organizzazione dei contenuti
  • Alla soddisfazione dell’utente

Per un Web Content Manager è inoltre fondamentale, oltre alle competenze nella produzione e gestione di pagine web, saper monitorare e governare gli elementi di feedback del sito tra cui le statistiche, fondamentale strumento per la valutazione delle attività di web marketing, e le e-mail degli utenti in risposta alla ‘call to action’, molto utili per comprendere se si è stati in grado di soddisfare le aspettative del target.

Il web Content Manager ha quindi una professionalità a 360 gradi, perché    oltre alle competenze specifiche del web    possiede le skills proprie di un manager esperto di strategie, di organizzazione e di comunicazione.

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È il professionista responsabile delle strategie e delle tattiche di search engine optimization (SEO) per ottimizzare la visibilità on line, partendo dall’architettura di un sito, dalle sue singole pagine e dai contenuti che lo compongono e lavorando sugli elementi di indicizzazione adottati dai motori di ricerca.

L’obiettivo del suo lavoro è quindi quello di dare la massima visibilità al sito web di cui ne cura l’ottimizzazione, affinchè riceva visite da chi è davvero interessato ai contenuti e affinchè il sito possa davvero essere lo strumento utile alla realizzazione degli obiettivi aziendali.
I contenuti di un sito, adeguatamente indicizzati e apprezzati, saranno infatti in grado di ottimizzare la loro posizione nei risultati di ricerca. Sempre più utenti usano i motori di ricerca per reperire informazioni sulle aziende e sui prodotti di loro interesse, pertanto l’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca (SEO) è senza ombra di dubbio il primo passo per ottenere un buon posizionamento e farsi trovare dai navigatori del Web.

Il SEO Specialist non si limita però all’inserimento di parole chiave all’interno di una pagina web, ma deve possedere competenze di comunicazione e di marketing. Inoltre l’attività di SEO necessita di tempo, di studio e di capacità strategica oltre che di costanza nel monitoraggio e nelle azioni per poter garantire sui motori di ricerca risultati concreti nel medio e nel lungo periodo.

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Oggi essere presenti sui social media e al passo con essi significa per le aziende dover “andare più veloci”.
Proprio per questo una pianificazione efficace   come si farebbe con qualsiasi altra attività di marketing    è assolutamente necessaria.
Il Social Media Planner sviluppa proposte strategiche per la pubblicità social e digitale coordinandosi con il team media, che destina il budget sulla base degli obiettivi del cliente e prepara piani di comunicazione sapendo tradurre l’attività sui social media in metriche di performance. Questo professionista deve conoscere in maniera molto approfondita i vari tools social come Twitter, Facebook, LinkedIn Group, YouTube, Flickr, Blog, Forum ed essere in grado di monitorare le diverse modalità di conversazione del target di riferimento su ciascun social media, per poter mirare l’attività di planning della comunicazione sulla base delle esigenze dell’azienda, al fine di garantirle l’engagement dell’audience.

Il Social Media Planner deve:
  • monitorare sui social media le “conversazioni” dei brand, dei prodotti e della concorrenza
  • eseguire analisi social mensili, trimestrali e annuali ai fini di ottimizzare le campagne e la pianificazione
  •  creare e gestire calendari di contenuti per tutti i profili social media dei marchi dell’azienda, coordinandosi con il Digital Marketing Director
  •  individuare continuamente nuove opportunità strategiche di social media marketing
  •  supervisionare l’attività di digital marketing, monitorare e segnalare l’entità di influenza dei social media
  •  coordinarsi con gli altri dipartimenti per garantire una comunicazione on line ottimale e distintiva
  • monitorare tutti i siti per garantire la coerenza dei messaggi nei diversi network
  •  preparare report per aggiornare i colleghi sulle metriche e le statistiche di utilizzo dei social media dell’azienda
  •  monitorare la presenza on line della concorrenza e come viene percepita sui social media
  •  ricercare nuovi blog e canali per l’identificazione di nuovi trend
  •  contribuire allo sviluppo del blog aziendale e allo sviluppo di contenuti per i social media
  •  contribuire all’elaborazione di contest social a supporto delle attività di digital marketing e digital communication
  •  monitorare i canali social anche al di fuori dei tradizionali orari di ufficio

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Il Social Media Analyst utilizza il suo background di marketing per migliorare e sviluppare la presenza online di un’azienda e la brand awareness attraverso l’uso dei social network, blog e l’attività di SEO (Search Engine Optimization). È il professionista responsabile dell’attuazione di strategie di social media di un’azienda che intuisce e sostiene le iniziative finalizzate al raggiungimento degli obiettivi e contribuisce al successo di campagne specifiche per i social media.

A lui è affidata la gestione della presenza e della permanenza di un’azienda sui social media, tra cui Facebook, Twitter, Flickr, ecc., così come sui blog aziendali. Ha il compito di aumentare l’esposizione complessiva di una società, di supportare l’ottimizzazione sui motori di ricerca (SEO), utilizzando le key words del SEO nelle strategie di marketing impiegate dall’azienda, di assistere lo sviluppo delle campagne di link building coerentemente agli obiettivi SEO dell’azienda, di monitorare e valutare quotidianamente i risultati raggiunti sui social media in linea con gli obiettivi e i parametri di riferimento dell’azienda. Studia inoltre i trend sui social media, analizza gli strumenti social emergenti e il modo in cui vengono utilizzati per poi implementarli nelle strategie di marketing, comunicazione e pubbliche relazioni dell’azienda.

Il Social Media Analyst utilizza la sua creatività e le sue competenze di marketing per contribuire a generare e ad incrementare la brand awareness, per supportare le vendite e il customer service attraverso i social media.

Per le nuove imprese, il Social Media Analyst studia il target di riferimento che l’azienda sta cercando di raggiungere, offre insight e soluzioni creative basate sull’utilizzo dei social media da inserire nel modello di business a supporto degli obiettivi aziendali. Questa area del marketing richiede professionisti con una forte capacità di comunicazione online e solide competenze di business analysis, per essere in grado di interpretare i social media e altri dati online e far fronte a circostanze in grado di screditare l’immagine di un’azienda e di ridurre i profitti.

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Il professionista di Search Engine Marketing, indicato con il termine SEM Specialist, svolge tutte le attività di web marketing finalizzate a incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web attraverso i motori di ricerca.
Lavora a stretto contatto con i responsabili marketing e sviluppo prodotti e le sue mansioni si focalizzano sui fattori di posizionamento “off-site”, cioè elementi esterni al sito ma che su di esso hanno un effetto diretto; si occupa inoltre di pianificare e gestire campagne Pay per Click, di incrementare la link popularity con strategie di link building e cross linking, di individuare e attuare diverse strategie di web marketing, social media marketing e di search engine marketing per il raggiungimento degli obiettivi di reperibilità del sito internet sui motori di ricerca e, infine, di valutare il ritorno delle azioni tramite appositi strumenti di analisi.

Le sue principali attività sono:

 

  • implementare le migliori strategie e metodologie di web marketing, coordinando molteplici canali di marketing e promozione online, per massimizzare l’indice di reperibilità on line del sito dell’azienda, per garantire messaggi coerenti e una eccellente customer experience
  • svolgere quotidianamente azioni connesse al marketing sui motori di ricerca
  • pianificare, analizzare e incrementare in modo appropriato la lista delle keywords
  • creare annunci di alta qualità per indirizzare il traffico al sito dell’azienda
  • aggiornare i report di rendimento delle campagne di Search Marketing e le banche dati
  • suggerire strategie a sostegno delle campagne di Search Marketing a pagamento
  • gestire il budget e analizzare le performance delle campagne di Search Marketing a pagamento per identificare opportunità per l’ottimizzazione e l’efficenza del budget
  • condurre analisi dettagliate per individuare i dati relativi agli insights e alla performance della campagna
  • eseguire la ricerca competitiva
  • gestire i rapporti con i gestori dei motori di ricerca per conto dell’azienda
  • supportare il marketing, il merchandising e il board aziendale in base alle esigenze

Il SEM Specialist deve avere le più elevate competenze nel marketing online, web marketing e internet marketing, oltre che spiccate doti analitiche e di comunicazione verbale e scritta. A questo professionista viene richiesta inoltre un’approfondita conoscenza dei principali motori di ricerca, dei network di search a pagamento (Google, Yahoo, Bing, Facebook) e dei software di monitoraggio, un’ottima capacità di analisi, di individuazione di problemi tecnici e/o di business e rapidità nello sviluppo di idee e soluzioni.

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È il professionista che analizza le metriche chiave di performance della concorrenza e della navigazione degli utenti sul sito dell’azienda/cliente. Deve scoprire, misurare e creare report strategici su chi, quando, dove, come accede al sito e vi naviga e deve riconoscere e distinguere le e-partnership con potenziale strategico. Deve capire come gli utenti hanno trovato un sito, quali sono le campagne che hanno generato più traffico, quanti utenti si sono soffermati effettivamente sui prodotti e per quanto tempo, quali contenuti del sito sono stati maggiormente visitati, quali sono state le informazioni più cercate ecc.
Il focus della sua attività quindi prevede il monitoraggio delle tendenze web, la misurazione e l’ottimizzazione del traffico utenti sul sito, la formulazione di proposte per una ottimale gestione del SEO (Search Engine Optimization) e per il miglioramento del sito web al fine di aumentarne il traffico e ottimizzare la web experience.
Le sue competenze però sono fondamentali anche per tutte le altre attività di marketing e comunicazione digitale.

Il Web Analyst, infatti, collabora con il reparto creativo, media, marketing e tecnologico per costruire una solida strategia di marketing per il cliente, per fornire soluzioni di marketing digitale dopo un’analisi approfondita degli utenti e dei canali con metodi quantitativi che consentono di interpretare dati e informazioni provenienti dalle diverse fonti. Lavora inoltre con i Digital Strategist e con gli Sviluppatori per la progettazione di metriche di misurazione web, verifica e risolve i problemi di implementazione dei tag nella web analytics, assiste il reparto Media per l’inserimento dei tag di ricerca nelle campagne di search marketing a pagamento.
Il Web Analyst deve possedere capacità tecniche e di problem solving, una solida conoscenza delle tecnologie legate a internet e di web analytics, oltre alle competenze nel marketing online. Proattivo e attento ai dettagli, questo professionista deve essere flessibile e disposto a far parte di un team di eccellenza che fornisce soluzioni di notevole qualità.

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Il cambiamento nel mondo della comunicazione introdotto dall’uso dei social network rende indispensabile per ogni azienda la presenza online su diversi canali, con diversi strumenti, in relazione a target diversi. Ogni brand deve comunicare al meglio i propri valori ai diversi pubblici, per preservare la propria credibilità e tutelare la propria immagine e la propria identità.
In questo scenario il Digital Pr, un professionista con ottime capacità di comunicazione e di empatia, ha oggi un ruolo cruciale nella comunicazione on e off-line.

È il responsabile della comunicazione sui social media, blog e forum che gestisce, come fosse in una cabina di regia, in maniera sistematica e pianificata, per garantire una presenza e un presidio costante, coordinando tutte le azioni in funzione di un chiaro obiettivo finale: far parlare dell’azienda online!

L’esperto di Relazioni Pubbliche Digitali, con azioni incisive di visibilità online, compresi eventi sia in rete che offline, viaggiando alla velocità della rete, connettendosi e connettendo milioni di interlocutori attraverso vari profili social e progetti on/offline, deve stabilire rapporti di conversazione, storytelling, offrire opportunità di esperienze positive e condividere esperienze con tutti coloro che gravitano attorno al mondo valoriale del brand: non necessariamente opinion leader e stakeholder, ma anche solo semplici persone in grado di comunicare la brand value ad altre persone.

Sono proprio le persone, quelle apparentemente comuni, che oggi diventano “influencer”, sono in grado di generare passaparola in rete con un amplificato effetto virale e che determinano il nuovo modo di fare relazioni pubbliche, le nuove forme di conversazione e, di conseguenza, il nuovo modo di comunicarsi dei brand.
Il professionista delle Digital PR deve essere in grado di moderare le conversazioni, comunicare con i clienti, rispondere alle domande e risolvere problemi di customer service, trasformando le comunicazioni dei consumatori in una risorsa che dà valore aggiunto all’azienda. Le caratteristiche dei nuovi media richiedono prontezza e tempestività nelle risposte, coerenti e credibili, e nelle azioni di un Digital Pr che non può correre il rischio di farsi trovare impreparato. Certo non è possibile pianificare anche la più remota crisi sui media digitali o sui social network, ma prepararsi al social media crisis management, curando preventivamente le dichiarazioni pubbliche da rilasciare in ogni possibile caso, è fondamentale per un Digital PR, al fine di tutelare la brand reputation.

Ecco perché il Digital PR è il professionista che non solo cura i rapporti del brand con i vari stakeholder attraverso il monitoraggio e la gestione di forum, blog, social network, ma è colui che “ascolta la rete”, analizzando il “sentiment” dei consumatori sui prodotti, sui servizi e sui prodotti della concorrenza, monitorando i siti di news, realizzando report di controllo e analizzando i dati per poter poi definire un piano d’intervento razionale con gli obiettivi preposti.

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La brand reputation è l’attività di costruzione e gestione della reputazione di un marchio e/o di un’azienda online che deve risultare quanto più positiva possibile agli occhi del consumatore.
In un mercato come quello attuale dove gli utenti del web sono sempre influenti, generando tra di loro il passaparola, dove internet -fonte principale per cercare informazioni su prodotti e servizi- rappresenta uno dei fattori chiave per la scelta finale di consumo dei prospect e dei clienti già acquisiti, la brand reputation diventa una eccezionale leva di marketing. Ecco perché lavorare sulla sua costruzione e sul suo mantenimento è un investimento indispensabile per un’azienda.
L’attività di gestione della reputazione aziendale non può essere improvvisata, ma deve essere affidata a professionisti che, con i migliori strumenti di analisi e di monitoraggio della situazione aziendale, del mercato e della concorrenza, possano individuare e implementare le migliori strategie operative da mettere in campo.

Il lavoro del Brand Reputation Specialist può essere sintetizzata nelle seguenti attività:
  • Monitoraggio: studia l’ambiente (Internet, social media, ecc..) e le sue regole;
  • Condivisione: mette a disposizione degli utenti le informazioni (corporate, di prodotto, ecc..) per consentire loro di manipolarle;
  • Partecipazione: non solo rende disponibili le informazioni dell’azienda rendendole social media friendly, ma partecipa attivamente alle conversazioni che riguardano l’azienda e il brand attraverso il blog aziendale, una pagina sui social network, creando occasioni di dialogo.

Il Brand Reputation Specialist deve conoscere le nuove tecnologie e il web, in particolar modo gli spazi virtuali dove gli utenti si relazionano (forum, blog, chat, social networks) e le dinamiche sociali che in essa si sviluppano che sono essenziali per gestire informazioni, relazioni ed eventuali conflitti. Altrettanto importanti sono la conoscenza approfondita del brand, del target a cui il prodotto/servizio si rivolge e le strategie comunicative e di marketing che lo presentano e promuovono.
Non possono mancare spiccate competenze comunicative e relazionali.

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Il Project Manager è in termini generali il responsabile del completamento e della qualità di un progetto di cui tiene sotto controllo tutti gli elementi e i vincoli stabiliti (tempo, budget, persone coinvolte e materiali). I compiti del project manager variano in base al contesto lavorativo in cui opera: azienda e agenzia prevedono competenze e skill diverse ma in entrambe l’attività del project manager è quella di coordinare il lavoro delle persone coinvolte nel progetto, assicurandosi che ciascuna svolga la propria parte in maniera appropriata, di supervisionare e portare a compimento il progetto a lui affidato nei tempi e nei modi previsti e in linea con gli obiettivi del cliente.

Le principali responsabilità di un Project Manager quindi sono:

  • Supervisionare e gestire i progetti e il team dei vari professionisti coinvolti sin dal momento della sua pianificazione strategica. Deve quindi curarne l’organizzazione con grande attenzione ai dettagli e agli obiettivi da raggiungere;
  • Assegnare i compiti a ciascun professionista che prenderà parte alla realizzazione del progetto. Il processo di pianificazione implica infatti anche la scelta di un team di lavoro molto efficiente; 
  • Comunicare bene. Un Project Manager deve saper comunicare l’attività nella maniera migliore.
  • Deve spiegare adeguatamente al team gli obiettivi del progetto, le aspettative del cliente e la timeline, in modo che non ci siano dispersioni a causa di problemi di comunicazione;
  • Gestire il progress, organizzando incontri sistematici con il team di lavoro per assicurarsi che si stia procedendo correttamente ed eventualmente apportare i correttivi che si rivelano necessari. Sua responsabilità è anche quella di produrre report dettagliati sull’andamento delle attività;
  • Gestire il budget. Il Project Manager deve assicurare che il progetto sia completato nei limiti del budget previsto;
  • Gestire le crisi, facendosi carico del problema per risolverlo nel più breve tempo possibile salvaguardando il progetto;
  • Motivare il Team nei momenti di difficoltà perché il successo del progetto dipende dalla qualità del lavoro svolto dal gruppo e dalla capacità di ogni singolo professionista di lavorare in team;
  • Chiudere il progetto incontrando il team di lavoro, discutendo i risultati e facendo emergere eventuali elementi di criticitè in modo che possano essere evitati in futuro.

Un Project Manager, professionista molto prezioso all’interno di un’azienda o di un’agenzia, deve avere buone capacità organizzative e di comunicazione, perché il suo lavoro comporta enormi responsabilità e non lascia spazio agli errori, competenze nella gestione aziendale e dei team di lavoro, capacità nella risoluzione efficace di problemi, situazioni conflittuali e doti di leadership.

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Con la diffusione e la penetrazione dei nuovi dispositivi, a partire dagli smartphone, la gestione del Mobile Marketing si impone a tutte le aziende che vogliano comunicare in modo proficuo con i propri clienti. Il telefono cellulare è ormai un canale privilegiato di comunicazione fra aziende e consumatori ed è sempre più percepito come un Social Medium, un’estensione digitale del consumatore che gli permette di svolgere molteplici attività in una nuova modalità di fruizione dei contenuti: non solo comunicazione e informazione, ma oggi anche acquisto e brand experience.
Per le aziende quindi non è sufficiente adeguarsi alla moda del momento, ma è necessario saper declinare in maniera integrata creatività, tecnologia e capacità di comunicazione per farsi ascoltare e trovare dai consumatori.

In quest’ottica, il Mobile Marketing Manager contribuisce a definire il posizionamento del prodotto occupandosi della creazione, progettazione ed esecuzione di campagne multicanale e di mobile marketing, monitorando l’attività dei concorrenti, e sostenendo tutte le iniziative di marketing. La sua attività può essere sintetizzata in tre concetti che rappresentano le fasi del suo lavoro: strategia, misurazione e budget. Il Mobile Marketing Manager deve condurre sistematicamente l’analisi del mercato (digitale, mobile, social e local) per identificare le tendenze chiave del mercato e dei consumatori così come analisi delle best practice. È indispensabile che sia aggiornato sugli sviluppi tecnologici e sappia identificare le corrette metriche di marketing per misurare il ROI (ritorno sull’investimento) della spesa di mobile marketing.

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Il Community Manager è il volto di un’azienda, l’esperto cui è affidata la gestione della comunicazione e delle Pubbliche Relazioni online, dei social media, degli eventi e la creazione di contenuti.
È il professionista che gestisce le comunità virtuali intervenendo in tempo reale sulle varie piattaforme digitali attraverso gli strumenti di comunicazione interattiva con gli utenti per favorire il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei membri della community. Propone temi di discussione, interviene direttamente nei dibattiti e li mantiene nell’ambito di un argomento prestabilito.
Agisce in stretta collaborazione con l’area marketing, con il compito di fidelizzare gli utenti abituali e di aumentare il volume di traffico sul sito attirando la presenza di nuovi visitatori.
Il Community Manager è impegnato su diversi social media (blog, forum, Facebook, Twitter, ecc.) e in diverse attività compresa la costruzione e il mantenimento della brand identity e della brand reputation, la gestione del social media crisis, la progettazione e lo sviluppo, il servizio clienti, il supporto tecnico e di marketing.

Anche se la quotidianità del suo lavoro è molto variabile, le sue responsabilità sono:

  • Creazione di contenuti per i blog e per i social media in genere, di newsletter e di materiali di comunicazione
  • Social media marketing – creazione, gestione e sviluppo della presenza dell’azienda on line attraverso i blog, Twitter, Facebook, e altri strumenti social strategicamente rilevanti
  • Relazioni Pubbliche, quindi la gestione delle richieste dei media e lo sviluppo dei rapporti con la stampa del settore, l’ideazione e lo sviluppo di campagne mediatiche e la misurazione dei risultati
  • Rapporti con i clienti – il Community Manager è spesso responsabile del supporto ai clienti – risponde alle domande che arrivano via e-mail, su Twitter, Facebook…)
  • Creazione di strategie di marketing/comunicazione on line
  •  Analytics – utilizzo di Google Analytics e altri strumenti di misurazione delle relazioni e ricerca di elementi di miglioramento attraverso test e nuove iniziative
  •  Sviluppo del business e delle vendite, a seconda dell’esperienza

Il Community Manager ha ottime capacità di trasmettere al pubblico informazioni in modo comprensibile ed efficace ed è un grande comunicatore con forte personalità e doti relazionali, ha ottima cultura e capacità di scrittura, abilità nell’utilizzo degli strumenti di social media oltre che grande passione per il settore e flessibilità, dal momento che deve occuparsi della gestione di aree di business tra loro molto differenti.

Sbocchi professionali

Il Community Manager, con l’evoluzione della comunicazione web e del social networking, è sempre più richiesto dalle aziende che hanno compreso le potenzialità della rete. Questa figura professionale può lavorare in aziende o in enti, in agenzie di comunicazione, sia come libero professionista che come consulente o come dipendente. La sua attività può essere svolta attraverso la collaborazione con i vari professionisti come ad esempio il content manager, il web master ecc.

Sta crescendo la domanda di un nuovo profilo: l’Integrated Digital Media Specialist, che riunisce in sé le competenze di un Digital Media Planner e di un Digital Media Strategist. L’Integrated Digital Media Specialist sa elaborare strategia, pianificazione e azioni utilizzando un approccio sia tradizionale sia programmatico (Programmatic Buying e RTB). Questo professionista è in grado di:

  • elaborare strategie per generare traffico sul sito aziendale, eventualmente da riprogettare per migliorarne usabilità, contenuti, conversione, utilizzando il SEO e campagne di AdWords
  • media sviluppando il profilo aziendale, costruendo una community sulla base di KPI e ROI e gestendo la social media strategy per migliorare la brand awareness e i prodotti
  •  pianificare e gestire una campagna di digital advertising, anche mobile e social, utilizzando piattaforme di automated trading
  • presidiare e monitorare la presenza online dell’azienda utilizzando le competenze di Web Analytics, Digital PR e Crisis Management

 

Sbocchi professionali

  • Aziende
  •  Agenzie di Comunicazione integrata
  •  Agenzie di Pubblicità
  •  Concessionarie di Pubblicità
  •  Centri Media
  •  Istituti di Ricerca

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Sono interessato al Corso:
 Post diploma Marketing e Comunicazione
- Ho letto l'informativa al trattamento dei dati Reg. UE 679/16 per la finalità di gestione della richiesta inoltrata con questo modulo.
 - Vi autorizzo a usare i miei dati personali per inviare al mio indirizzo email news e comunicazioni sulle vostre attività e iniziative. Sono consapevole del fatto che posso anche non spuntare questa casella, negando il mio consenso per questa finalità. Sono consapevole anche che posso cambiare idea in ogni momento: basta inviare una mail a fondazioneaccademia@pec.it. Questo non avrà nessuna conseguenza sull'autorizzazione che vi ho concesso nel primo punto.